UNIONI CIVILI: FERRANDELLI, PRESENTATO OGGI UN DDL CHE ABBATTE LE BARRIERE DISCRIMINATORIE
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"Un disegno di legge che ci permetterà di guardare alla Sicilia con gli occhi del 2013. Un ddl scritto a più mani e che sancisce un approccio politico differente. Parliamo di una politica partecipativa che parte dal basso: non è il legislatore che impone le norme, ma sono i cittadini che insieme decidono le norme da seguire". Commenta così Fabrizio Ferrandelli, deputato Pd all'Ars e promotore del ddl "Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Istituzione del registro anagrafico per le unioni civili", firmato anche dai deputati Gucciardi, Alloro, Anselmo, Arancio, Cirone, Cracolici, Digiacomo, Maggio, Marziano, Panarello, Panepinto e Raia.
"Abbiamo voluto dar seguito all'art. 3 della Costituzione e al decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 1989 - precisa Ferrandelli - per abbattere una volta e per tutte le barriere discriminatorie che attanagliano la nostra società. Il nostro obiettivo è quello di garantire a tutti pari diritti e pari opportunità. Le famiglie tradizionali sono ormai solo il 40%, noi dobbiamo pensare al restante 60% che vive situazioni al limite del paradossale. Penso anche alla nostra 'fuitina' e ai figli che spesso nascono al di fuori dei matrimoni tradizionali. Il ddl propone infatti misure concrete, come ad esempio l’accesso ai servizi sanitari".
"E' una battaglia che dobbiamo intestarci con forza - dichiara Mariella Maggio - per garantire il welfare a tutti, senza diversità di genere. Penso soprattutto ai figli nati in una famiglia non tradizionale, è giusto garantire a loro gli stessi diritti di cui già godono gli altri ragazzi".
Fra le novità intrododtte dal disegno di legge, che a breve approderà in commissione Affari istituzionali, c’è l’istituzione di un coordinamento regionale sulle discriminazioni sessuali. Una nuova figura istituzionale, interna all’assessorato alla Famiglia, che si occuperà di vigilare e promuovere ogni forma di intervento prevista dalla legge.
Fra le novità intrododtte dal disegno di legge, che a breve approderà in commissione Affari istituzionali, c’è l’istituzione di un coordinamento regionale sulle discriminazioni sessuali. Una nuova figura istituzionale, interna all’assessorato alla Famiglia, che si occuperà di vigilare e promuovere ogni forma di intervento prevista dalla legge.
"Sono lieta che questo testo approdi in aula - aggiunge Titti De Simone, coordinatrice del Palermo Pride - e che contemporaneamente, per la prima volta, Palermo sarà sede del Pride nazionale. E' una svolta epocale contro le discriminazioni e ci consente di portare avanti idee e progetti in tutti i settori, soprattutto in quello lavorativo, dove l'identità di genere è ancora soggetta a discriminazioni".