Il Ponte di Messina motore di sviluppo per il Rinascimento dell'Italia Mediterranea
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Ho cercato di intervenire il meno possibile su questo controverso argomento, tuttavia talvolta, anche se controvoglia, mi sono lasciato convincere ad esternare alcune riflessioni in seminari, dibattiti ed anche sulla stampa. Ho anche firmato un articolo a favore del Ponte circa sei anni fa, in tempi non sospetti, su una rivista specialistica di aeroporti, autostrade e ferrovie per esternare il mio punto di vista quando il governo Prodi decise di non dar più corso all’opera giudicata non strategica e non prioritaria. In realtà il mio scritto era stato, allora, finalizzato a contrastare e correggere alcune pesanti inesattezze, espresse sulla stampa da un collega ambientalista di parte, relative alla presunta insormontabile irrealizzabilità dell’attraversamento stabile dello stretto per problemi di sismologia ed impossibilità per il traffico ferroviario. Con stupore le mie argomentazioni non sono state contestate, tuttavia sono stato arruolato tra i partigiani pro-ponte senza distinguere e comprendere alcune fondamentali perplessità e la piena condivisione allora da me espressa “sul fatto che il ponte sullo stretto fosse opera faraonica e non prioritaria nel momento in cui il Paese attraversa una difficile fase di risanamento dei conti dello Stato”. Eravamo allora prima della caduta del governo di
Centrosinistra, poi artificialmente provocata per ricondurre il Paese sotto la “libera legge del mercato” propugnata dal Centrodestra.
Dopo le nuove elezioni ci si affrettò a cambiare di 180° il senso di marcia del tormentato iter, riconfermando l’appalto per la costruzione del Ponte ed iniziando poi la costruzione di opere preliminari. In realtà i soldi non c’erano, tutto era rimandato al “mercato”, il Ponte non sarebbe costato nulla alla collettività perché, si disse, la Finanza Internazionale faceva a gara per speculare sulla sua convenienza. Libelli pro o contro il Ponte, finanziati da lobbies contrapposte
a firma di giornalisti indipendenti ma d’assalto vennero fuori. Addirittura, si dice, che personaggi che avevano gestito personalmente e verticisticamente il progetto del ponte nei tempi d’oro dei primi anni del terzo millennio, per faide personali si schierano ora contro, sottobanco, ed insieme ad ambientalisti di parte avversa pubblicano un libro contrario al ponte. La Finanza Internazionale in quel momento è interessata ad altro piuttosto che... SCARICA L'ALLEGATO DA
Università “La Sapienza” di Roma
Contributo alla tavola rotonda del 31 gennaio 2013 sul tema: Il Ponte di Messina motore di sviluppo per il Rinascimento dell'Italia Mediterranea
di Marcello Arici