Una nuova maggioranza consiliare

Pur essendo, i tre consigli delle ultime settimane, meritevoli della massima attenzione per gli argomenti trattati e per il dibattito finalmente libero e democratico, non ho postato alcun commento, ritenendo che l'abbia fatto in maniera esaustiva il consigliere Cassata, il cui documento è stato pubblicato sul sito di Quale Cefalù.

In attesa della riunione di questa sera 4 febbraio, però, qualcosa ho il dovere di dirla, anche se qualcuno amerà scambiarla per odio personale o per una presuntuosa invasione del territorio della politica, che secondo alcuni compete soltanto a loro, in quanto depositari non soltanto delle verità politiche, ma persino della vera e autentica interpretazione delle norme giuridiche. E non si chiedono costoro, purtroppo, come mai proprio i giudici non danno alcun peso a tale loro interpretazione.

Il fatto non sarebbe grave, se esso riguardasse soltanto i singoli. Riguarda, purtroppo, l'intera comunità e anche coloro che di quella interpretazione non sono responsabili e forse ne sono invece severi avversari. E' quanto è accaduto nell'ultimo mese sulla legge salva comuni, a proposito della quale fu subito detto che Cefalù non poteva aderirvi, per poi, con notevole ritardo, fare di tutto per guadagnarsi questo diritto ad aderirvi. Persino di presentare un ricorso al TAR contro l'esclusione decretata dalla Corte dei Conti.

Ancora pendente il giudizio di fronte al TAR e quasi dandone per scontato l'esito positivo, il Sindaco e l'Amministrazione hanno chiesto al Consiglio di votare per la non adesione al fondo di rotazione previsto dalla legge stessa. Perché? Forse perché l'aderirvi comporterebbe un controllo quasi quotidiano da parte della Corte dei Conti e del Ministero per l'Interno e, in conseguenza, la riduzione a una tutela del Sindaco e della sua Amministrazione.

Ma c'è di più. C'è che, come spesso da otto mesi, l'Amministrazione improvvisa troppo. L'adesione al fondo di rotazione non può essere decisa né dal Consiglio né dall'Amministrazione, ma dal piano di rientro, che entro sei giorni l'Amministrazione deve presentare al Consiglio.

Bene hanno fatto quei consiglieri ad accettare la proposta del loro collega Francesco Riggio: soprassedere fino alla presentazione del piano. Vedremo che cosa accadrà. Intanto, con senso di responsabilità e consapevoli della necessità di avere un disegno chiaro della situazione finanziaria del Comune, i Consiglieri della nuova maggioranza hanno detto al Sindaco d'essere disponibili a votare un debito fuori bilancio perché venga nominato un consulente professionalmente capace di leggere i bilanci comunali e di trovare valide correzioni là dove saranno necessarie.

E qui viene l'ultimo punto dolente. In Consiglio è stata pronunciata una reprimenda contro i revisori dei conti, rei di non avere espresso correttamente i loro pareri o di averli argomentati troppo grossolanamente. Un'accusa condivisibile, specialmente alla luce della normativa che ne stabilisce i compiti e le responsabilità, anche erariali. E' sperabile che di tutto ciò tenga conto il Segretario Generale, che fra i suoi compiti ha anche quello di controllare la legittimità e la legalità di tutti gli atti di tutte le espressioni comunali delle autonomie locali.

La nuova situazione numerica, più rispettosa della volontà popolare, ha fatto venir fuori una realtà politica e amministrativa confusa, dalla quale non potevano che derivare ulteriori danni alla Città. Adesso viene la parte costruens, per la quale sono fiducioso grazie ai recenti dibattiti consiliari, in cui ho visto senso di responsabilità, capacità critica e consapevolezza, da parte dei consiglieri della nuova maggioranza.

Nella foto (C.A.Biondo) il Segretario Generale del Comune di Cefalù Maria Rosaria Sergi