MASCI: Domenica commemorazione San Biagio
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Nel primo pomeriggio di domenica, 3 febbraio, alle ore 15,30, in occasione della ricorrenza del giorno di san Biagio, verrà celebrata una Santa Messa nella cappella rurale al Santo dedicata nella contrada omonima a cura della Comunità MASCI di Cefalù.
Celebrerà l'Eucarestia Don Liborio Asciutto Assistente ecclesiastico del MASCI.
La Comunità invita i fedeli a partecipare a tale commemorazione in onore di San Biagio, vescovo e medico invocato per i mali di gola.
San Biagio lo si venera tanto in Oriente quanto in Occidente, e per la sua festa è diffuso il rito della “benedizione della gola”, fatta poggiandovi due candele incrociate (oppure con l’unzione, mediante olio benedetto), sempre invocando la sua intercessione. L’atto si collega a una tradizione secondo cui il vescovo Biagio avrebbe prodigiosamente liberato da una spina o lisca conficcata nella gola un bambino che stava morendo per soffocamento.
Martire, santo, vissuto nel III-IV secolo sarebbe stato medico e vescovo a Sebaste in Armenia. Era capo spirituale di detta comunità quando nell’Impero romano si concedete la libertà di culto ai cristiani: nel 313, sotto Costantino e Licinio, entrambi “Augusti”, cioè imperatori (e pure cognati: Licinio ha sposato una sorella di Costantino). Licinio governava l’Oriente, e perciò aveva tra i suoi sudditi anche Biagio il quale, per sfuggire alle persecuzioni dello stesso Licinio, si rifugiò in una grotta.
Scoperto, subì gravi torture e fu poi condannato all’estremo supplizio morendo martire intorno all’anno 316, ossia dopo la fine delle persecuzioni. Perché? Non c’è modo di far luce.
Il fatto sembra dovuto al dissidio scoppiato tra i due imperatori-cognati nel 314, e proseguito con brevi tregue e
nuove lotte fino al 325, quando Costantino fece strangolare Licinio a Tessalonica (Salonicco). Il conflitto provocò in Oriente anche qualche persecuzione locale – forse ad opera di governatori troppo zelanti, come scrive lo storico Eusebio di Cesarea nello stesso IV secolo – con distruzioni di chiese, condanne dei cristiani ai lavori forzati, uccisioni di vescovi, tra cui Basilio di Amasea, nella regione del Mar Nero.
Per Biagio i racconti tradizionali, seguendo modelli frequenti in queste opere, che vogliono soprattutto stimolare la pietà e la devozione dei cristiani, sono ricchi di vicende prodigiose, ma allo stesso tempo non sempre controllabili. Il corpo di Biagio è stato deposto nella sua cattedrale di Sebaste; ma nel 732 una parte dei resti mortali venne imbarcata da alcuni cristiani armeni alla volta di Roma.
Una improvvisa tempesta troncò però il loro viaggio a Maratea (Potenza): e qui i fedeli accolsero le reliquie del santo in una chiesetta, che poi diventerà l’attuale basilica, sull’altura detta ora Monte San Biagio.