LegaCoop: avvio iter per Stati Generali

Sei gruppi di lavoro e tredici sigle aderenti tra cooperazione sociale, volontariato e associazionismo di promozione sociale.
E’ l’organizzazione che in primavera porterà ai primi Stati Generali del Welfare a Palermo e nei Comuni della provincia.
La prima riunione preparatoria si è tenuta due giorni fa, alla sede di Legacoop Palermo “per definire – dice il presidente
di Legacoop Palermo e promotore dell’iniziativa, Filippo Parrino – tempi e modalità per la stesura di un manifesto unitario e la sigla del nuovo Patto del welfare tra istituzioni e privato sociale”.
Tre le linee guida focalizzate dal cartello formato da Legacoop, Libera, Libera Palermo, Confcooperative, Unicoop, Forum del terzo Settore, Legacoop Sociali, Caritas, Uisp, Arciragazzi, Arcidonna, Acli ed Erripa: “tempi certi, con riunioni periodiche fino alla data degli Stati generali”; “valorizzazione delle informazioni e scambio di proposte e analisi su punti deboli e best practice
dell’attuale welfare”, “stesura del manifesto unitario da proporre alle istituzioni ed al privato sociale” e, infine, “sigla di un nuovo Patto del welfare”.
“Lo scopo – dice ancora Filippo Parrino - è riscrivere le regole del terzo settore in città e nei comuni della provincia dove, sul fronte dei servizi sociali, oggi, si registra il livello più basso degli ultimi 15 anni”.
“Gli Stati generali saranno l’occasione – aggiunge Maria Angela Peruca, presidente di Legacoop Sociali - per riunire attorno ai temi del sociale gli attori istituzionali, economici, sociali e anche i cittadini”.
“La 328/2000 che avrebbe dovuto promuovere, con la concertazione, una costruzione dal basso del welfare state –si legge nel documento sottoscritto dalle associazioni - ha fallito lasciando la pianificazione dei servizi, di fatto, nelle mani dei Comuni. Le famiglie sono indebitate, i servizi sociali, al collasso, le rinunce alle cure aumentano e i ritardi dei pagamenti da parte
della pubblica amministrazione sono diventati insostenibili”.
Insomma, per dirla con il cartello di sigle “occorre uscire da un’ottica di breve periodo, collegata ai risultati della singola struttura, per progettare e realizzare sinergie”.
“Bisogna abbandonare il proprio guscio e l’isolamento – aggiunge il presidente di Libera, Umberto Di Maggio - per promuovere partecipazione e contaminazione.
Sapendo che l’innovazione più importante da realizzare è proprio quella di processo”. Altro punto nodale del percorso, è “ripartire dai bisogni dei cittadini e promuovere occasioni di ascolto”, come sottolineato da Acli.
Il lavoro programmatico si svilupperà all’interno di gruppi di lavoro, “cantieri” dove “progettare e costruire concretamente – si legge ancora nel documento redatto alla fine dei lavori - le iniziative utili per il breve e il medio-lungo periodo: nel breve perché lo scenario ci impone interventi urgenti e prioritari; nel medio-lungo perché siamo consapevoli che dobbiamo operare
anche una trasformazione di tipo culturale che coinvolga attori diversi (istituzioni, cittadini, associazioni, società civile nel suo complesso) al fine di modificare i paradigmi esistenti e definire nuovi modelli di welfare e sussidiarietà”. I gruppi sono: Cantiere Mutualità; Cantiere Infanzia; Cantiere Housing Sociale; Cantiere Territorio e Ambiente; Cantiere Lavoro; Cantiere
Innovazione.