Assemblea dei Medici Madoniti

Ecco il documento dei medici madoniti dopo l'assemblea :

"Un saluto particolare al dottor Gianfranco Licciardi direttore del distretto, -ha esordito Giuseppe Intrivici- e  al dottor Siragusa  responsabile amministrativo ed al collega Nino Russo, responsabile dell’ u.o.c.  di medicina interna.                                                               Brevemente farò un excursus di quello che è stata negli anni la nostra associazione e quella che potrà essere da oggi.        Perché  è nata l’associazione “Medici Madoniti“. Dagli anni 80 e fino agli anni 90 le ditte farmaceutiche pur di piazzare i loro prodotti erano disponibili a foraggiare i singoli medici anche con somme di denaro, oltre che con viaggi di piacere o gadget anche sostanziosi. La scelta fatta da tutti noi medici del distretto fu quello di rifiutare regalie personali, ma abbiamo optato perché venisse sponsorizzato un collega specialista su argomenti di medicina e relativo pranzo. Ascoltavamo anche la propaganda per il farmaco del giorno, ma il nostro interesse era rivolto unicamente a ritrovarci tra noi.                       
Lo stare insieme per noi era un modo per uscire dalla solitudine in cui ti costringeva l’essere il medico del paese insieme a qualche altro collega con cui per ragioni contingenti si poteva anche non  essere in buoni rapporti. Il ritrovarsi tutti insieme è riuscito e riesce tuttora a diluire i contrasti personali e ci si ritrova in condizioni più aperte e meno conflittuali, anzi il contesto lo si considera quello giusto per le proprie osservazioni in merito a casi clinici personali che, poi, diventano di tutti, nel ragionamento clinico.                
A questo proposito mi piace raccontare un episodio che ne da la misura obbiettiva.                        
Era mio ospite il mio carissimo amico Alfredo Ferruzza, giornalista RAI. La sera avevamo un incontro alla Corte del Parco a Castellana. Prima della riunione  mi aveva sottoposto un caso clinico che lo interessava personalmente e che in parte ne conosceva la problematica avendone discusso con dei primari del Policlinico Gemelli. Le risposte  in certo qual modo corrispondevano alle sue informazioni e si era complimentato della competenza delle informazioni che avevo dato. 
La sera, lo stesso caso lo aveva sottoposto ai colleghi presenti all’incontro. La risposta dei colleghi non fu diversa dalla mia, né diversa da quella appresa al Policlinico di Roma. Si complimentò con i colleghi dicendo che aveva acquisito la consapevolezza che avevamo una preparazione buona ed uniforme.           
Naturalmente non era un caso difficile, ma ho raccontato questo per dire che lo scambio di pareri che normalmente avviene nei nostri incontri e l’aver acquisito comuni aggiornamenti ha fatto sì che si è riusciti a crescere tutti insieme anche professionalmente.

Viene messa in discussione la propria esperienza a confronto di quella degli altri colleghi.

Si approfondisce la propria formazione nei vari campi della medicina generale.

Si discute in maniera approfondita ed appropriata il rapporto con la dirigenza locale e centrale.

Qualcuno di voi ricorderà l’episodio accaduto a Donna Lavia a proposito di uno dei nostri incontri. Una casa farmaceutica ci portò un collega esperto toscano perché potesse spiegarci negli anni novanta il nuovo contratto. Noi avevamo già discusso e metabolizzato le nuove disposizioni ed anzi abbiamo dato dei suggerimenti all’esperto perché potesse aggiornarsi in maniera più appropriata.

Sono particolarmente contento della presenza del direttore.  A tavola si discute meglio e si possono risolvere problemi apparentemente difficili.  È la nostra esperienza ormai di tanti anni. Tanti sono stati i problemi affrontati  e risolti, legati alla nostra posizione di medici di base, oltre che di medici condotti. Ne sa qualcosa il dr Siragusa. La loro presenza potrà essere particolarmente utile per uno scambio proficuo di informazioni nell’interesse comune.                                           
Oggi, per chi è stato presente alla messa officiata da s.e. il vescovo ha sicuramente apprezzato l’intervento del vescovo a difesa del nostro ospedale. Debbo riconoscere che anche l’intervento del dottor Licciardi è stato chiaro nello sposare la nostra causa.

Direi che come associazione ed il contributo del direttore  potremmo estendere l’invito anche alle autorità centrali nel momento in cui vi è necessità di approfondire determinati argomenti o far partire programmi sperimentali.

Non è la prima volta che il nostro distretto proprio per le sue caratteristiche di compattezza e di professionalità è stato attenzionato come luogo ideale per testare  programmi sperimentali.

Ed ecco che nasce spontanea la proposta:  che si continui in questa nostra azione di aggregazione. Che venga estesa anche a tutti i colleghi compresi quelli che oggi sono assenti non giustificati, che venga estesa ai medici dei servizi ed ai medici ospedalieri.

Per quanto riguarda questi ultimi, che ci sia stato da parte dell’associazione l’idea di aggregarli a pieno titolo lo dimostra il fatto che fin dall’inizio la vice-presidenza è stata affidata al dottor Antonio Sorrentino quale rappresentante dei medici ospedalieri. Che la nostra tesi di fare fronte comune con tutti i medici del distretto sia stata corretta, lo dimostra la scelta fatta dall’assessorato: quella cioè di riunire sotto un’unica direzione:  medicina di base, dei servizi,  ed ospedaliera.                                                                                                                                                   

Può continuare questo tipo di rapporti? Ritengo di sì, anzi, ritengo che vada incrementato.                                                                                                                                         La forza della nostra associazione sta anche nel numero dei partecipanti e nella validità dei nostri interventi appropriati e consapevoli.        
Abbiamo bisogno che gli aggiornamenti siano realizzati nel nostro distretto per avere l’opportunità di parteciparvi tutti a pieno titolo. Possiamo provare a far sì che gli aggiornamenti vengano programmati dalla nostra associazione se ciò è fattibile.

Abbiamo un’organizzazione invidiabile che può rendere ben oltre quello che fin’ora ha realizzato. Salvatore Oddo ed Antonio Spallina sono il punto di riferimento per quanto riguarda i contatti con il sindacato Fimmg e Simg e con la specialistica. Per la specialistica potrà collaborare anche  Antonio Russo, cosa già  fatta nel passato.     
Michele Calabrese, Rita Zafonte  e Pino Geraci, sono i nostri punti di forza per quanto riguarda i rapporti interpersonali. 
Abbiamo un buon rapporto con il presidente dell’ordine dei medici Salvatore Amato.  
Il dottor Licciardi potrà farsi carico di rappresentare la  nostra associazione sia all’assessorato alla sanità che alla direzione dell’ASP di Palermo. Se necessario potrà  essere il fautore di incontri con i responsabili della sanità siciliana in modo da avere notizie dirette delle scelte del centro, ma soprattutto di difendere l’esistente dei servizi ospedalieri e lottare per un loro potenziamento così come sostenuto questa mattina, nonché il potenziamento dei servizi legati alla medicina di base.                                                                   Non meno importanti sono tutti gli altri singoli componenti della nostra associazione.                                    
Ognuno di voi potrà diventare protagonista di eventuali iniziative non essendovi,  se non, solo formalmente,  graduati o semplici iscritti.