L'Amministrazione non sa nuotare
- Cefalù,
- Speciali,
- Angelo Sciortino
La strada verso l'Inferno è lastricata di buone intenzioni. Questo è l'adagio popolare che più di ogni altro si adatta all'attuale situazione politica e finanziaria di Cefalù. Dubitare, infatti, che l'attuale Amministrazione e la maggioranza, che la sostiene, non vogliano con tutte le loro forze e con il massimo dell'impegno evitare il dissesto finanziario, sarebbe come credere che l'uomo caduto in mare si dibatte fra le onde per annegare. Egli vuole certamente salvarsi, ma ci riuscirà soltanto se sa nuotare, altrimenti ogni sua fatica sarà inutile ed egli affogherà. Fuor di metafora, il dubbio di un osservatore attento non è rivolto alle intenzioni, ma alle capacità dei nuotatori, che nei loro comportamenti non si sono dimostrati buoni amministratori in un momento in cui erano richieste competenze e buon senso. Quel buon senso, che avrebbe dovuto spingere il Sindaco a chiedere il contributo di tutti, anche degli avversari e dei critici, perché tutti eravamo e siamo sulla stessa barca e se essa affonda, affondiamo tutti. Invece il Sindaco e i suoi acritici sostenitori si sono comportati come il bagnante in pericolo, che si agita tanto, da costringere il suo salvatore a dargli un potente cazzotto, per impedirgli di ostacolare persino l'opera del suo salvatore.
Ecco, forse qualcuno avrebbe dovuto dare questo cazzotto al Sindaco, prima che a darglielo fosse la Corte dei Conti. Personalmente sono troppo vecchio per darlo io. Già il 7 novembre avevo pubblicato e commentato il decreto legge salva-comuni, ma la risposta fu data dallo stesso Sindaco nel suo comizio di pochi giorni dopo: non poteva essere di aiuto al comune di Cefalù, perché al momento della sua conversione in legge era stato presentato un emendamento volto all'esclusione dei comuni con meno di 30.000 abitanti. Un emendamento forse presentato, ma in contrasto con gli articoli 3 – 118 e 119 della Costituzione, tant'è che al Senato un altro emendamento ha tolto questa limitazione incostituzionale. Comunque sia, già prima della conversione, il nostro Comune avrebbe potuto prepararsi a quanto previsto, essendo ogni decreto legge di attuazione immediata a far data dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e prima ancora della sua conversione in legge. Invece no, si considerò soltanto un'opinione onirica del sottoscritto, che fu persino accusato di fare disinformazione in una trasmissione di radio CRM dal consigliere di maggioranza Pizzillo.
Oggi questi inesperti nuotatori si aggrappano a quest'ancora di salvezza, ma lo fanno con l'imperizia del cattivo nuotatore. Prima ancora di conoscere le motivazioni dell'ordinanza dei Giudici della Corte dei Conti, essi hanno presentato una deliberazione, che non risponde certamente a quelle che saranno tali motivazioni – ancora ignote – ma “suggerisce” a essi e allo stesso Ministro dell'Interno una corretta interpretazione della norma giuridica.
Tale deliberazione, tra l'altro, era stata scritta in maniera più simile a un temino di elementari piuttosto che con le argomentazioni giuridiche indispensabili. Una di queste argomentazioni giuridiche l'ha proposta il consigliere Giovanni Iuppa e l'ha dimostrata in maniera lodevole durante il dibattito consiliare. Alla fine, per fortuna, questa argomentazione è stata inserita con un emendamento nella deliberazione, evitandoci la figura d'essere incapaci di esprimerci con logica giuridica.
Tutto ciò, però, vale pressoché niente, come ha sottolineato il consigliere Patrizia Messina: vale tanto quanto l'agitare le proprie braccia del naufrago inesperto nuotatore. Il consigliere Iuppa, durante il suo intervento ha accennato a un cazzotto, ma non è stato sufficiente, a considerare le dichiarazioni del Sindaco a Radio Cammarata. Egli continua ad agitarsi troppo e rende difficoltosa l'opera di salvataggio di lui stesso e del Comune.
Non ci resta che sperare in un miracolo.