Anche le scuole delle Madonie in stato di agitazione

Stiamo manifestando la nostra indignazione nei confronti di un disegno di legge che ci sta mettendo in ginocchio, che ci sta negando ogni diritto, di una politica che “taglia”, mettendo in discussione la possibilità di vivere una vita economicamente degna e che mette a repentaglio il futuro di intere generazioni .
Altro tasto dolente sono le tasse studentesche universitarie che attanagliano le famiglie. La statistica dimostra che negli ultimi anni queste sono aumentate del 60%. Aumento che non trova risposta nell’ambito dell’offerta formativa e di fatto il servizio rimane scadente.
Tacere vuol dire accettare, noi vogliamo alzarci, urlare e lottare per riavere i nostri diritti!
L’ITE G. Salerno si trova in stato di agitazione da giovedì 22 novembre. La protesta è iniziata richiedendo assemblee straordinarie, per discutere sui motivi che ci hanno indotto a manifestare la nostra indignazione. L’Istituto ha partecipato allo sciopero indetto dalla FLC CGIL il 24 novembre, sul territorio madonita, riprendendo la protesta lunedì 26 novembre.
La nostra particolare attenzione, fino ad oggi, è ricaduta sul DDL Aprea e su alcuni articoli che di fatto negano i nostri diritti, infatti viene largamente sottovalutata l’importanza della rappresentanza studentesca nell’ambito di quello che viene definito Consiglio dell’autonomia. Si offre inoltre la possibilità ai privati, in numero non superiore a due, di farvi parte. Come se la scuola potesse essere mercificata! La scuola è pubblica e tale deve restare. Pare che gli studenti ne stiano uscendo vittoriosi, in quanto giunge la notizia dell’accantonamento momentaneo di tale disegno.
(L’istruzione è l’arma più potente che si possa utilizzare per cambiare il mondo – Nelson Mandela.)
Vogliamo dimostrare che l’istruzione non può essere per pochi eletti, ma tutti dobbiamo avere la possibilità di potervi accedere.
L’Ite G. Salerno di Gangi si dichiara in assemblea permanente fino a sabato 1 dicembre, salvo prolungamento, occupando arbitrariamente un locale della scuola. L’unione fa la forza, vogliamo dimostrare, pure agendo nell’illegalità che c’è compattezza tra tutti gli studenti d’Italia, per dimostrare che sentiamo il bisogno di tutelare i nostri diritti.
“Ci pisciano in testa e ci dicono che piove” come afferma Marco Travaglio, co-fondatore, editorialista e vicedirettore de “Il fatto quotidiano”.
Se stiamo con le mani in mano non cambiamo le cose.
Vogliamo un futuro migliore e un presente dignitoso. 

Simona Rusignuolo