Il Piano commerciale discusso dall'Amministrazione e dalle Associazioni

Ho assistito ieri sera a una riunione tra le Commissioni consiliari competenti e i rappresentanti delle categorie commerciali, per discutere del Piano Commerciale, che, ignorante come sono, credevo deliberato dal Commissario.

Le cose, però, non stanno così. Il Sindaco, infatti, ha precisato che il Piano argomento della determinazione del Commissario può essere emendato, perché esso non è un “Piano”, ma una proposta di piano. Il Commissario, nominato per sostituirsi al Consiglio fino a quel momento inadempiente, seduto di fronte al nuovo Sindaco, ha preso atto che il nuovo Consiglio appena eletto non poteva dirsi inadempiente, per cui motu proprio si è nominato sostituto della Giunta e ha presentato al Consiglio il Piano come sua proposta di deliberazione! (La meraviglia è dovuta alla mia ignoranza). Qualcuno ha avanzato dubbi sulla legittimità di proporre emendamenti, ma il Sindaco stesso l'ha rassicurato che la proposta di deliberazione del Consiglio avrebbe recato il parere di legittimità del Segretario comunale.

Se la presenza del parere del Segretario comunale non costituisce requisito di legittimità della deliberazione comunale (come sentenziato dal Consiglio di Stato, Sez. IV, 22 giugno 2006, n. 3888) e se tale disposizione è stata abrogata, infatti, dall’art. 17 comma 85 della Legge n. 127 del 1997, in forza di quale norma ha valore il parere di legittimità del Segretario?

Forse è per questa regione che l'ingegnere Duca ha dato quella che ha definito una interpretazione autentica del testo della Determinazione e della lettera che l'accompagna, come se egli fosse la Cassazione del Comune.

Di fronte a tanta scienza non posso permettermi di fare disinformazione, senza il pericolo di commettere eresie da Santa Inquisizione.