Protesta studentesca: giovedì 22 corteo di tutte le scuole
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Tutte le scuole superiori di Palermo, e diverse anche in provincia, sono in stato di agitazione: assemblee, autogestioni e occupazioni sono le forme di protesta scelte dagli studenti. Nel composito movimento studentesco palermitano emergono però delle differenze.
Dopo gli scontri di piazza di venerdì scorso, avvenuti durante il corteo promosso dai collettivi di sinistra, numerose scuole hanno deciso di riunirsi nel Coordinamento unitario ed apartitico "Studenti Siciliani" che ha indetto per giovedì 22 novembre un nuovo corteo studentesco che partirà alle ore 9:30 dal Teatro Massimo e arriverà a Piazza Indipendenza. Sul web impazza il manifesto che promuove la manifestazione con la foto del Ministro Fornero e la frase ironica "Choosy riccillu a to figghia".
Tra i promotori del corteo c´è il Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Palermo, maggiore organo di rappresentanza studentesca, Marco Alessandra dell´Istituto Duca degli Abruzzi che dichiara: "Se da un lato è utile autogestire e occupare le scuole per manifestare lo stato estremo di agitazione dall´altro è necessario evitare chiudersi nelle proprie scuole. Per questo giovedì torneremo in piazza isolando i violenti e dimostrando la maturità del movimento studentesco palermitano. Questa protesta vuole essere un monito al Governo ed al Parlamento affinché fermino il ddl ex Aprea che consegna le scuole ai privati e portino avanti politiche per il rilancio della formazione e dello sviluppo economico".
Alla manifestazione del 22 novembre ha aderito anche Avanguardia Studentesca, il movimento degli studenti identitari protagonista negli ultimi anni delle mobilitazioni studentesche: "Condividiamo la piattaforma rivendicativa del Coordinamento - dichiara Emanuele Vella Responsabile di AS - per questo scenderemo in piazza anche noi. È importante che da Palermo nasca un fronte unico degli studenti che isoli i collettivi studenteschi, manovrati da partiti, sindacati e centri sociali, e responsabili di atti di violenza che delegittimano la giusta protesta degli studenti".