Prima di tagliare i riscaldamenti nelle scuole...
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- Rosario Scelsi
Gli amministratori provinciali della nostra nazione, per reagire alla spending review, vogliono tagliare il riscaldamento nelle scuole. Dimenticano che i cittadini pagano le tasse per avere dei servizi: il riscaldamento scolastico, la manutenzione delle strade ed altre cose ancora lo sono; le Province e le loro macchine operative non sempre lo sono. Correttezza imporrebbe che di fronte alla giusta necessità di ottimizzare la spesa, contenendola e razionalizzandola, si provvedesse a tagliare per prime le cose che non producono utilità ai cittadini, riducendo gli apparati, non i servizi. Le due cose, a differenza di quanto qualcuno vorrebbe far credere, non sono intimamente connesse, anzi spesso vanno in direzione opposta. Certo, tagliare indennità, remunerazioni, straordinari, strutture, benefit e contributi per sagre di quattro soldi fa male a chi li riceve. Allora nascono appelli a norme e ragioni che tutelano questi “diritti” superiori, a prescindere da tutto (quasi come se ci fossero universi scardinati dalla dimensione reale dell'economia). Si dimentica, però, che il maggiore diritto è quello dei cittadini di avere in cambio delle tasse dei servizi di qualità, specie se il carico tributario è alto come in Italia, anche per tenere in piedi organi non così necessari come quelli che vogliono tagliare i riscaldamenti nelle scuole.