La Mantia: all'ARS nel PdL piu' peso agli ex AN

"Sono sempre stato per il superamento, dentro il PDL, della logica delle quote in base alla provenienza partitica.
Tuttavia nel PDL in Sicilia è prevalso in questi anni lo strapotere di quanti provenivano da Forza Italia nella convinzione che il partito fosse un loro feudo.
Uno strapotere spesso manifestato attraverso soprusi e gestione unilaterale del partito, in quasi tutto il territorio siciliano, a danno della classe dirigente proveniente da Alleanza Nazionale.
Qualcosa però è cambiata, alle ultime regionali sei deputati su dodici all´Assemblea Regionale Siciliana, eletti nelle liste del PDL, provengono da Alleanza Nazionale.
È chiaro che per spessore politico e capacità di raccogliere consensi gli esponenti di destra hanno dimostrato di non essere secondi a nessuno nel PDL". È quanto dichiara Mauro La Mantia, Presidente Regionale di Giovane Italia movimento giovanile del PDL, in relazione alle recenti elezioni siciliane ed ai fermenti interni al partito. 
"Ritengo che alla luce di questi risultati - conclude La Mantia - si debbano urgentemente rivedere gli equilibri interni del PDL a cominciare dal vertice regionale. È impensabile che il PDL abbia ben tre coordinatori regionali, numero di per sé eccessivo, di cui due provengono da Forza Italia. A cascata vanno riviste le presenze degli esponenti del PDL nelle istituzioni locali, i coordinamenti provinciali e cittadini partendo da Palermo dove è necessario l´indizione di un congresso dopo mesi di commissariamento.
Mi auguro che Alfano, alla vigilia delle primarie, si dimostri un Segretario Nazionale super partes e non usi il PDL in Sicilia come personale serbatoio elettorale. Per ritrovare l'unità interna serve la convocazione immediata del coordinamento regionale affinché si possa discutere nelle sedi opportune e non sui giornali".