Elezioni: Giovani PdL critici contro vertici partito
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"Il tracollo del PDL in Sicilia, che Alfano e Castiglione cercano goffamente di nascondere, non ci stupisce perché da tempo denunciamo il pessimo stato in cui versa il partito. Il PDL è ormai un coacervo di satrapi che gestiscono il partito nel territorio a proprio uso e consumo senza alcun rispetto delle regole interne, senza idee e programmi da proporre ai cittadini.
Satrapi che, a differenza degli anni scorsi, oggi sono per lo più senza eserciti come dimostra il calo vertiginoso dei consensi. Siamo l´unico partito nella storia italiana che ha ben tre coordinatori regionali che per ovvi motivi non sono in grado di dettare una linea politica comune. Una situazione comica e grottesca che ha indebolito la credibilità del PDL. Non è stato neanche rispettato lo statuto del partito per la composizione delle liste provinciali e del listino regionale".
È quanto dichiara Mauro La Mantia Presidente Regionale Sicilia Occidentale di Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Libertà.
"È ovvio che il partito in Sicilia paga anche colpe non sue - continua La Mantia - provocate dagli scandali in Lombardia e Lazio nonché le tensioni interne tra le correnti. È altresì innegabile che il Segretario Nazionale Angelino Alfano non è esente da responsabilità. Sia per il ruolo che ricopre da oltre un anno che per l´essere siciliano quindi a conoscenza della situazione locale, sarebbe dovuto intervenire per evitare il disastro elettorale.
Nel giro di pochi mesi il PdL perde alcune sue roccaforti in particolare Palermo, Agrigento e la Regione dove siede a Palazzo D´Orleans un ex comunista.
In Sicilia, storico granaio elettorale del centrodestra, il PdL ha percentuali quasi inferiori a quelle nella rossa Emilia Romagna. Convinto che l´alternativa non può essere la Santanchè mi chiedo, alla vigilia delle primarie, se Alfano - osserva La Mantia - sia realmente l´uomo in grado di rifondare il partito, unire e portare alla vittoria l´intero centrodestra in Italia".