Ecco in sintesi altri quattro  candidati alla presidenza della Regione Sicilia

Dieci sono tutti i candidati che concorrono alla poltrona di Presidente della Regione Sicilia. Oggi presentiamo altri quattro candidati alla Presidenza della Regione Sicilia. Nei prossimi giorni pubblicheremo gli ultimi tre candidati.
 

  GIACOMO DI LEO

Nasce a Motta San Giovanni nel 1960, comunista, ha mantenuto una sua coerenza di principi e di impostazione sin dalla
giovane età. Laureato in filosofia, coniugato, attualmente insegna presso un Istituto Superiore di Furci Siculo.
Attivo in diverse lotte sociali, ha svolto attività contro il dissesto idrogeologico prima e dopo la tragica alluvione di Messina sud.
Candidato all'unanimità da tutte le sezioni del Pcl siciliano, intende dare espressione ai bisogni e alle esigenze di lavoratori, precari, disoccupati, donne, giovani e della popolazione povera siciliana.

I PUNTI PRINCIPALI DEL PROGRAMMA
• Per il diritto al lavoro: pieni diritti sociali e sindacali, sicurezza nell'ambiente in cui si lavora e si vive, forti
investimenti contro il rischio sismico ed idrogeologico, dirottando soldi delle spese militari e della società stretto
di Messina, di cui è chiesta l'immediata chiusura. Occupazione delle imprese che chiudono e licenziano e
nazionalizzazione, senza indennizzo e sotto controllo operaio e sociale delle imprese e delle banche.
• Per la salvaguardia del salario: salario minimo intercategoriale di 1500 euro, indennità salariale ai disoccupati,
riduzione dell’orario di lavoro a parità di paga e scala mobile dei salari e delle pensioni contro l’inflazione.
• Per il diritto alla salute, all’abitazione, all’istruzione, alla mobilità e alla previdenza: servizi pubblici sotto
controllo sociale.
• Riconversione ad uso civile degli aeroporti militari



Mariano Ferro
Nasce ad Avola nel 1958 da una famiglia dedita all'agricoltura. L'amore per la propria terra lo spinge ad intraprendere l'attività di imprenditore agricolo. Insieme ad altri esponenti del settore e non solo, decide di fondare il Movimento dei Forconi per fronteggiare la grave crisi economica che ha messo in ginocchio il settore primario dell'isola, innegabile traino dell'economia siciliana. Si candida alla Presidenza della Regione siciliana con l'intento di innovare il comparto agro-industriale della Sicilia.

I PUNTI PRINCIPALI DEL PROGRAMMA
• Istituzione di una commissione di inchiesta sul debito pubblico della Regione siciliana.
• Attuazione integrale e reale dello Statuto siciliano.
• Rilancio del comparto dell'agricoltura, prima attività in Sicilia, volto alla difesa e tutela dei prodotti agricoli
dell'isola con l'attivazione di una legge anti-taroccamento e la previsione di punizioni severe per chi lo pratica.
• Rilancio del turismo come vocazione naturale della Sicilia con la creazione di nuovi posti di lavoro e
l'ammodernamento della rete informativa rivolta ai visitatori.



GIANFRANCO MICCICHÈ
Nato a Palermo il 1 aprile 1954.
Dirigente d’azienda, per undici anni, presso l’IRFIS – Istituto Regionale per il Finanziamento delle Industrie in Sicilia.
Dirigente di Publitalia ‘80 dal 1984. Direttore della sede di Palermo e in seguito Direttore della sede di Brescia. Dal 1989 alla sede di Milano.
Nel 1993 è promotore della nascita di Forza Italia in Sicilia. Nel 1994 è chiamato dal Presidente Silvio Berlusconi a ricoprire il ruolo di Coordinatore Regionale. Nel 2004 gli viene conferito l’incarico di Vice coordinatore Nazionale.
Sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti e della Navigazione nel 1994 – primo governo Berlusconi.
Nel 1995 è componente della 9^ Commissione permanente – Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati.
Nel 1996 è componente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari.
Nel 1998 è componente della V Commissione permanente – Bilancio della Camera dei Deputati.
Nel 2001 è componente della XIV Commissione permanente – Politiche dell’Unione Europea.
Nel 2001 è Viceministro dell’Economia e delle Finanze con delega allo Sviluppo Economico del Mezzogiorno, alle attività delle Società a partecipazione pubblica che operano a sostegno dello sviluppo economico del Mezzogiorno ed ai rapporti con l’Unione Europea e con le Regioni, per le materie relative – secondo governo Berlusconi.
Nel 2005 è Ministro per lo Sviluppo e la Coesione territoriale – secondo governo Berlusconi.
Dal giugno del 2006 è Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Nel 2008 eletto al Parlamento Nazionale per la XVI legislatura.
Dal 12 maggio 2008 al novembre 2011 Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega al CIPE.
Il 30 Ottobre 2010 fonda Forza del Sud.
Il 3 settembre 2011 nasce Grande Sud.
Il 28 agosto 2012 Gianfranco Miccichè annuncia la propria candidatura a Presidente della Regione siciliana.

I TRE PILASTRI DELL'AZIONE DI GOVERNO
1.Basta burocrazia. Rivoluzioneremo la pubblica amministrazione per renderla strumento al servizio della gente e delle imprese. Entro tre mesi l'ARS dovrà approvare la legge, da me già scritta, per cambiare radicalmente il sistema
burocratico regionale: la legge autorizza, la pubblica amministrazione controlla durante e dopo.
Vogliamo meno burocrazia e più libertà per i nostri imprenditori e gli investitori stranieri.
2. Nuovi Rapporti con l'Unione Europea e lo Stato centrale. La Sicilia deve dialogare con l'Unione Europea e lo Stato italiano in maniera autonoma rispetto alle proprie esigenze. Serve un'azione diretta a Bruxelles per trasformare i bisogni e le esigenze in progettualità concreta e finanziabile.
Ripercorreremo la strada virtuosa, che ha portato alla spesa di tutti i fondi di Agenda 2000, che ha consentito alla Sicilia di ricevere ulteriori 700 milioni di euro di premio.
3. Azione di governo. Il Presidente della Regione ha un dovere assoluto: governare. Questo significa individuare, proporre e attuare le strategie più idonee per la crescita della Sicilia, senza farsi dettare da nessuno l'agenda delle priorità. La crescita del territorio non può essere slegata dalle proprie naturali attitudini: turismo, agricoltura e ricerca, non possono prescindere dall'indipendenza energetica e dallo sviluppo delle reti infrastrutturali.



NELLO MUSUMECI

Cinquantasette anni, nato a Militello (Catania), padre e nonno, Nello Musumeci è considerato, da numerose e autorevoli istituti di ricerca, fra i più apprezzati politici siciliani.
Bancario, di formazione cattolica, è cresciuto nelle fila della destra politica catanese.
È stato, nell’Isola, il primo presidente di Provincia eletto direttamente dai cittadini. La sua popolarità è legata anche a quella felice stagione (1994-2003) che segnò la ricostruzione morale e politica dell’Ente. In quegli anni, Musumeci è stato il presidente di Provincia con il più alto indice di gradimento in Italia (Datamedia, 2001).
Promotore della Fondazione antiusura “Cardinale Dusmet”, per il suo costante impegno antimafia ha dovuto per lungo tempo vivere sotto scorta.
È stato deputato al Parlamento europeo per tre legislature (1994-2009), fra i più votati in Italia. Ha presieduto per tre anni a Palermo l’Aiccre Sicilia, la maggiore associazione che raggruppa Regioni, Province e Comuni d’Europa.
Coerente con l’idea dell’autonomismo unitario, nel settembre del 2005 Musumeci ha dato vita al movimento Alleanza Siciliana. Due anni dopo è stato fra i fondatori de La Destra, forza politica regionalizzata per statuto.
Consigliere comunale a Catania (dal giugno 2008), ha ottenuto in assoluto il maggior numero di preferenze in Città.
Nel 2011 ha fatto parte per alcuni mesi del governo nazionale, quale sottosegretario di Stato al Lavoro e alle Politiche sociali.
Oratore vivace e convincente, ha tenuto migliaia di comizi in vari Comuni della Sicilia, da alcuni dei quali ha ricevuto la cittadinanza onoraria.
Giornalista pubblicista, ha insegnato per alcuni anni all’Istituto superiore di giornalismo di Acireale ed è stato, a Palermo, tra i fondatori dell’Istituto siciliano di studi politici ed economici diretto dallo storico Pippo Tricoli. Ha scritto alcuni saggi di storia contemporanea.

I CINQUE PUNTI DEL PROGRAMMA
1. La lotta agli sprechi nella pubblica amministrazione non basta se poi si mantiene il criterio della lottizzazione per i manager. La burocrazia regionale deve essere valorizzata e motivata perchè dispone di grandi professionalità e non va demonizzata.
2. Le assunzioni nelle partecipate degli enti pubblici sono spesso avvenute all’ombra di ambienti malavitosi.
Bisogna moralizzare questa prassi prevedendo criteri trasparenti e premiando la professionalità.
3. Serve una deroga al patto di stabilità perimpedire anche un solo licenziamento e che un lavoratore perda quel poco che ha avuto. Il bacino del precariato, del quale va fatto censimento, è un ruolo ad esaurimento, bisogna impedire quindi di creare nuove aspettative.
4. In una regione dove ci sono decine di migliaia di famiglie senza casa è prioritario dare una risposta concreta. Il mutuo sociale sarebbe una soluzione in tempi brevi rilanciando, al contempo, l’edilizia e l’indotto.
5. Il dilagare senza freni dei grandi centri commerciali in Sicilia è un danno per le piccole e medie aziende commerciali. Si provoca la chiusura delle botteghe nei quartieri e la contrazione delle vendite di prodotti siciliani che invece ndrebbero
incentivati perché genuini, salutari ed economici.