Ecco in sintesi i primi tre candidati alla presidenza della Regione Sicilia
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Dieci sono tutti i candidati che concorrono alla poltrona di Presidente della Regione Sicilia. Oggi cominciamo col presentare i primi tre della lista. Nei prossimi giorni pubblicheremo ,a gruppi di 3, gli altri sette candidati. 
Giancarlo Cancelleri
Nasce a Caltanissetta nel 1975. Sposato, lavora presso una ditta specializzata nel settore metalmeccanico nella quale,
attualmente, ricopre il ruolo di geometra.
Nell’estate del 2007 comincia l'avventura di attivista. L’entusiasmo, il coraggio, le provocazioni di Beppe Grillo lo invogliano ad interessarsi di politica. Nascono i Grilli Nisseni, oggi Movimento 5 Stelle Caltanissetta. Si candida alla Presidenza della Regione Siciliana convinto che il Movimento Cinque Stelle rappresenti una possibilità per rimettere al centro delle scelte politiche l’interesse dei cittadini.
I PUNTI PRINCIPALI DEL PROGRAMMA
AMBIENTE: priorità alle energie alternative. Gestione dei rifiuti orientata alla strategia "Rifiuti Zero" e gestione
totalmente pubblica dell'acqua.
CITTADINI: introduzione degli strumenti di democrazia partecipata e valorizzazione dello statuto siciliano.
LEGALITà: introduzione di percorsi formativi, a partire dalle scuole dell'infanzia, finalizzati ad accrescere la cultura

CATENO DE LUCA
Nasce a Fiumedinisi nel 1972. Si laurea in Giurisprudenza e la sua carriera politica inizia nel 1986, quando si iscrive alla DC.
Nel 2003 diventa sindaco di Fiumedinisi e nel 2006 deputato regionale nella circoscrizione della provincia di Messina,
eletto nel “Movimento per l’Autonomia”. Dal 2007 è presidente dell'“Associazione Sicilia Vera” e nel 2008 viene rieletto all’Ars nella lista Mpa – Alleati per il Sud. Dal 2010 è capogruppo di Forza del Sud e dal 2011 è coordinatore federale del movimento politico “Sicilia Vera”. Oggi è sindaco di Santa Teresa di Riva.
I PUNTI PRINCIPALI DEL PROGRAMMA
• Ridurre del 50% i costi della politica.
• Semplificare e decentrare la struttura amministrativa regionale.
• Trasferire le competenze, le funzioni e la gestione alle Province ed ai Comuni.
• Introdurre il Contratto Unico Regionale finalizzato alla ricollocazione e alla stabilizzazione del personale
della Pubblica Amministrazione Regionale allargata.
• Liquidare tutte le attuali società partecipate e gli enti della Regione siciliana.
dell'antimafia. Adottare, quale criterio di valutazione preferenziale di tutti i dirigenti della PP.AA ., l’applicazione delle
direttive contro il fenomeno mafioso.
CULTURA: maggiore fruizione del patrimonio artistico - culturale e sua valorizzazione. Miglioramento dell'Offerta
Formativa con l'introduzione di materie che puntano ad accrescere la conoscenza della Sicilia come terra e come cultura.
SVILUPPO: sviluppo economico locale e supporto alle piccole e medie imprese.

ROSARIO CROCETTA
Gelese, nasce nel 1951. Nel maggio del 2002 diventa sindaco della sua città. Ha avuto il coraggio di scardinare un intero sistema, licenziando dal Comune la moglie del boss Daniele Emmanuello e trasformando la modalità di svolgimento delle gare d'appalto.
Viene riconfermato primo cittadino nel 2007.
Nel 2008 aderisce al Partito Democratico e, alle elezioni europee del 2009, viene eletto e diviene vicepresidente della Commissione speciale antimafia (Crim) dell'Unione europea. Il suo obiettivo oggi è portare avanti la “la rivoluzione della dignità”
PUNTI PRINCIPALI DEL PROGRAMMA
Rifiuti: cancellazione degli ato e mantenimento dell'acqua pubblica.
ATTENZIONE ALLA SCUOLA E ALLA FORMAZIONE AI GIOVANI.
I GIOVANI, LE DONNE, LE DIVERSITà: abbattimento delle discriminazioni e riconoscimento dei diritti a tutti.
TURISMO, CULTURA E BENI CULTURALI: trinomio vincente che deve portare ricchezza alla Sicilia.
AGRICOLTURA, TRASPORTI E INDUSTRIA: realizzazione di un piano d'azione che valorizzi questi settori.
STOP BUROCRAZIA E MORALIZZAZIONE DELLA VITA PUBBLICA.
MODERNIZZAZIONE INFORMATIZZAZIONE: porre fine alle estenuanti file e attese per ottenere un documento
SANITÀ: al centro l'uomo e la sua dignità. Dignità per i cittadini “pazienti” ma anche dignità per gli operatori