Santiago de Compostela: un Cammino di Emozioni
- Castellana Sicula,
- Speciali,
- Simona Giuliano
“È intima, spirituale ed a volte inconscia, la motivazione che fa scattare in un uomo il bisogno di andare; di percorrere chilometri e chilometri di strada e di storia per arrivare a Santiago, e tra le fatiche e le debolezze sentirsi il più ricco tra gli uomini”.
Sembra essere racchiuso in queste righe, lo stato d’animo dei pellegrini, che dalle Madonie sono partiti il 15 settembre alla volta della splendida città della Galizia in cui si trovano custodite le reliquie di San Giacomo.
In 19, tra i cui il parroco di Castellana Don Calogero Falcone, hanno raggiunto la cittadina medievale di Astorga, che sorge sul versante sud-ovest della Cordigliera Cantabrica e hanno iniziato il cammino verso Santiago de Compostela, percorrendo a piedi circa 30 km al giorno e raggiungendo la meta tra il 23 (un gruppo composto 8 pellegrini) e il 24 settembre (11 Pellegrini).
Seguendo le frecce gialle e le conchiglie di capesante che indicano il tracciato, hanno valicato montagne, attraversato pianure e affrontato avverse condizioni climatiche, trovando durante la notte ospitalità nei vari Refugios.
Diversi i luoghi che si sono svelati ai loro occhi: dai piccoli villaggi, che vivono solamente in funzione dei pellegrini, alle cittadine turistiche, come O Cebreiro, famosa per il miracolo eucaristico, Portomarin, Melide; e ancora paesaggi incontaminati, nei quali è difficile percepire il fluire del tempo, resi ulteriormente suggestivi dalle testimonianze e dai racconti dei pellegrini che incrociano il cammino.
Ogni viaggiatore era munito di una Credencial del Peregrino, un documento che raccoglie tutti i timbri e le date dei luoghi visitati, utile sia per aver accesso alla rete di accoglienza notturna sia per ottenere la Compostela, il certificato di completamento del percorso.
Giunti a Santiago, i madoniti hanno partecipato alla Messa del Pellegrino, all’interno della maestosa Cattedrale di San Giacomo, uno tra i più grandi santuari cattolici del mondo; sintesi eccelsa tra lo stile romano, gotico e barocco.
Dopo aver assistito alla spettacolare oscillazione del botafumiero, issato a 22 metri d’altezza nella croce della navata centrale, i pellegrini hanno lasciato la cittadina spagnola per concludere il loro viaggio a Lourdes.
Un'altra intensa settimana al servizio dei sofferenti nel comune francese, famoso per le apparizioni mariane della giovane contadina Bernadette Soubirous. Esperienza conclusa giorno 30 settembre, quando a bordo del treno bianco dell’Unitalsi hanno raggiunto l’Italia.
«Raccomanderei il cammino a tutti, soprattutto ai ragazzi, perché ti arricchisce e apre ad una nuova consapevolezza di se stessi» dichiara Piercalogero D’Anna, assessore di Bompietro, il quale messi da parte gli impegni istituzionali, ha con grande forza d’animo affrontato quest’esperienza. «El Camino de Santiago, aiuta a capire che lo zaino che ognuno di noi porta con sé durante la vita, è pieno di cose inutili, che appesantiscono l’esistenza – conclude il Pellegrino – in realtà ti rendi conto che per vivere hai bisogno solo di piccole cose, tutto il resto è superfluo».