Chiusura degli alberghi Baita del Faggio e Piano Torre. Il Sindaco di Isnello Risponde
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Il Sindaco di Isnello risponde a “Madonie Live” sull’accusa di “vessazioni” (vessatorio significa: ingiusto, opprimente) che l’Amministrazione Comunale di Isnello eserciterebbe nei confronti degli alberghi “Baita del Faggio” e “Piano Torre”.
L’infondatezza dell’accusa è talmente evidente da giustificare il sospetto che sia stata formulata in perfetta malafede e, comunque, senza avere verificato, da cosa nasce l’obbligo tributario di oltre 350.000 euro del quale lo stesso estensore dell’articolo fa cenno senza, tuttavia, curarsi di spiegare agli ignari lettori che i titolari delle due strutture alberghiere sin dal 1999 si sono resi e continuano a rendersi morosi nel pagamento al Comune di Isnello tanto dell’ICI che della TARSU. Sorprende come il presidente provinciale di Federalberghi non si renda conto di cosa significhi, per un piccolo Comune quale è Isnello, che non dispone di altre risorse all’infuori dei tributi, non riscuoterli da due delle pochissime aziende turistiche che operano all’interno del suo territorio. Senza quell’entrata si è costretti a ridurre notevolmente, se non proprio ad azzerare, i servizi che il Comune presta, non soltanto ai propri abitanti ma anche ai turisti che affluiscono in quegli alberghi. Fa, inoltre, offesa all’intelligenza dei lettori affermare che “tutte le iniziative inoltrate dai Mogavero ……. sono state bloccate da cavilli burocratici” senza tuttavia spiegare in che cosa consisterebbero detti “cavilli”. Se lo si fosse scritto si sarebbe scoperto che trattasi di pratiche di sanatoria per abusivismo edilizio che non si sono potute chiudere perché, ad oggi, prive di taluni pareri o nulla osta essenziali ai fini del rilascio della concessione in sanatoria e non certo per ostruzionismo da parte del Comune. O si vuole affermare che solo alcuni devono pagare le tasse, mentre altri no?
Chiudere la pregressa obbligazione tributaria senza più incorrere nella morosità ed acquisire i nullaosta per potersi definire le pratiche di sanatoria edilizia, consentirebbe, certamente, l’instaurarsi, tra il Comune ed i titolari di quegli alberghi, di un clima non più conflittuale ma collaborativo.