REGOLARE IL FLUSSO DEI PELLEGRINI SEGUACI DI SAN MICHELE ARCANGELO

Come da previsioni è stato considerevole il flusso di pellegrini che ieri, domenica 30 settembre, si è recato in preghiera verso l’edicola votiva di San Michele Arcangelo, posta a 1305 metri s.l.m. ai piedi di Mont’Alto.
Ben 15 pullman e molte autovetture sono giunte a Petralia Sottana accompagnando i fedeli nel punto del centro storico cittadino più accessibile, così da consentire ai tanti fedeli di recarsi presso un’affollata Basilica “Maria SS.ma Assunta” dove il parroco, don Santino Scileppi, ha celebrato la Santa Eucarestia. Dopo il momento di preghiera nella Matrice di Petralia Sottana, i seguaci di San Michele Arcangelo si sono incamminati a piedi fino alle pendici del paese per raggiungere l’edicola votiva dove, dallo scorso 26 settembre, si erge una croce lignea donata dalla ditta Gagliano legnami di Bagheria.
Immane lo spiegamento di forze  investito alla vigilanza e all’assistenza, messo in moto dall’Ente Parco delle Madonie e dall’Amministrazione comunale e bisogna dare che la macchina organizzativa si è mossa nel migliore dei modi garantendo la sicurezza dei tanti credenti in pellegrinaggio. Certamente non sono mancate alcune note polemiche e il disappunto di chi immaginava fosse disponibile una navetta gratuita per salire verso il quadro, in considerazione dell’inadeguatezza dell’accesso stradale ai mezzi di grossa portata. E dire che quel tragitto i pellegrini della Madonna dell’Alto lo fanno annualmente a piedi!
A parte, quindi, qualche piccola nota stonata, il coordinamento logistico ha funzionato e tutto è andato nel migliore dei modi; l’affluenza si è moderatamente distribuita durante l’arco della giornata, senza che nei pressi del quadro prodigioso si determinasse una calca eccessiva e disordinata. Ovviamente grazie anche alla macchina organizzativa, che ha visto in azione dei volontari della Protezione Civile, della locale Associazione Carabinieri, di alcuni impiegati del Comune e dell’Ente Parco delle Madonie, di una delegazione del Comitato “Maria SS.ma dell’Alto”, che ha messo a disposizione il mezzo fuoristrada, e di altri volontari.
Sul posto tanti i credenti e alcuni malati, tra cui un disabile sulla sedia a rotelle, in preghiera che si sono rivolti all’Arcangelo San Michele e hanno riempito i propri contenitori con l’acqua corrente ai piedi della teca di legno. C’è chi ha portato la propria testimonianza per un miracolo ricevuto mentre altri erano sul posto a chiedere l’intercessione  per se stessi o in favore di un proprio caro o perché ha avvertito alcuni segni del Santo. Durante i momenti di preghiera alcuni palloncini raffiguranti una corona del SS.mo Rosario sono stati lanciati in cielo insieme alle preghiere dei fedeli scritte dai bimbi.
Non sono mancati anche i curiosi e gli scettici osservanti con  distacco e diffidenza un avvenimento di fede sotto certi aspetti controverso e dal quale la Chiesa ha al momento preso le distanze. Tuttavia è necessario che anche le alte cariche del Clero, delle Diocesi di competenza, prendano i dovuti accorgimenti prima che l’evolversi degli eventi sfugga di mano. Fino a che punto possono concepirsi dei “predicatori laici” che assurgono dalla massa enunciando la parola di Dio senza la guida di un ecclesiastico? Intanto cresce la devozione e in quel luogo, punto di preghiera e riferimento già per molti fedeli, c’è chi si è attivato per produrre un proprio vantaggio economico, vendendo acqua e panini per rifocillare i tanti devoti accorsi e souvenir riportanti l’immagine del Santo e qualcuno pensa già di piantare delle specie autoctone per abbellire l’area e, addirittura, di realizzare un piccolo edificio sacro restaurando uno due antichi ruderi che insistono nell’area, una volta meta e punto di ritrovo dei pastori delle Madonie.