I CITTADINI DEVONO SAPERE...

La vita politica di Lascari in questi ultimi mesi è stata caratterizzata da un susseguirsi di voci ed indiscrezioni su dissensi interni alla maggioranza uscita vittoriosa dalle amministrative del 2010.
Dal palazzo comunale trapelava che due consiglieri erano in posizione fortemente critica rispetto all’operato della giunta e che erano in procinto di ufficializzare la loro uscita dal Gruppo consiliare.
La veridicità di queste voci trovava conforto nel fatto che i consiglieri comunali in predicato presentavano diverse interrogazioni consiliari palesemente critiche nei confronti dell’Amministrazione e si esplicitava in maniera chiara quando addirittura tre consiglieri di maggioranza non votavano favorevolmente il piano triennale delle opere pubbliche proposto dalla giunta che, come tutti sanno, è un atto di programmazione fondamentale.
A conferma di tutto, raccontando cronologicamente i fatti, arrivavano le dimissione da capo gruppo del consigliere Grasso.
Oramai tutto era chiaro, mancava solo l’ufficializzazione: il Sindaco e la Giunta avevano perso la maggioranza in Consiglio Comunale.
A questo punto cominciavano le grandi manovre per cercare di rimediare. Come fare visto che la diplomazia non sortiva effetti?
Dall'analisi dei fatti si deduce che la soluzione ritenuta più adeguata è stata quella di surrogare uno dei consiglieri “ribelli” con uno di sicura fede. Per cui l'obiettivo da perseguire diventa quello di mandare a casa il Consigliere Maniscalco! 
Ha due assenze consecutive…. Facciamo in modo che arrivino a tre perchè possano crearsi i presupposti per dichiararne la decadenza.
Con motivazioni palesemente strumentali, si convoca per il 13 agosto alle ore 21 il consiglio comunale, giusto nella sera in cui , come era di pubblico dominio, la Pro Loco, di cui la Maniscalco è una dei soci più attivi, organizzava una grossa manifestazione, peraltro patrocinata dal Comune.
Viene così raggiunto il traguardo di 3 assenze consecutive!
Quindi si può avviare il procedimento di decadenza dal Consiglio Comunale che però colpisce anche il consigliere Bonanno, anche lui con più di 3 assenze consecutive, tralasciando, volutamente, la posizione di diversi altri Consiglieri che erano nelle stesse condizioni.
Acquisite dai due le controdeduzioni a quanto contestato si passa alla convocazione del Consiglio cui spetta per legge la valutazione della sussistenza degli estremi della decadenza stante che, per giurisprudenza ormai consolidata,”Le assenze danno luogo a revoca quando denotano un atteggiamento di disinteresse, ovvero motivi futili o inadeguati rispetto agli impegni con l’incarico pubblico elettivo”.
Ma la ciliegina della strategia messa in atto sta nell’inserire entrambi i casi, quello del Bonanno e quello della Maniscalco, nel medesimo punto all’ordine del giorno, con l’evidente obiettivo di modificare a proprio favore i numeri in consiglio comunale. Infatti, essendo il punto unico, i 2 interessati avrebbero dovuto lasciare l’aula contemporaneamente senza che l’uno potesse votare per l’altro, con il chiaro vantaggio per la giunta che, da una sicura sconfitta, sarebbe passata ad una, benché incerta, vittoria.
Secondo Noi, ma anche a parere dei tanti legali ed esperti consultati, questo accorpamento è illegittimo in quanto lede il sacrosanto diritto di espressione e di voto dei consiglieri comunali. 
Per tale ragione abbiamo per tempo inviato al Presidente del Consiglio Comunale una nota chiedendo il rinvio della seduta e la conseguente convocazione con all’ordine del giorno due distinti punti, uno attinente la posizione del consigliere Bonanno l’altro quella del consigliere Maniscalco.
Di questa richiesta il Presidente dà lettura in consiglio, preliminarmente alla discussione del punto posto all’ordine del giorno, ma prima di porla in votazione chiede ai consiglieri Bonanno e Maniscalco di allontanarsi non consentendo, così, loro di votare nemmeno per la proposta di rinvio.
Dal che scaturisce un dibattito molto acceso e l’ovvio rifiuto dei due interessati di lasciare l’aula. Quindi la sospensione della seduta in quanto era venuto meno il numero legale. 
L’indomani sera, alla ripresa dei lavori, assistiamo al Consiglio Comunale più breve della storia: il Presidente, aperta la seduta invita i due ad allontanarsi, il cons. Bonanno chiede la parola per spiegare la sua posizione, il Presidente ignora la richiesta. Questa scena si ripete per tre volte, quindi il Presidente scioglie la seduta.
Fin qui i fatti. Cosa accadrà adesso non lo sappiamo, quali strategie verranno architettate non è facile comprenderlo!
Una cosa è certa in democrazia la libertà di voto e di espressione va tutelata così come va salvaguardata la dignità del Consigliere Comunale in quanto uomo ed in quanto rappresentante del popolo democraticamente eletto in libere elezioni.
A nessuno può essere consentito di falsare il risultato elettorale ricorrendo a stratagemmi o artifizi.
A nessuno può essere consentito di utilizzare la norma e le istituzioni per propri fini politici.
Il Presidente del Consiglio speriamo abbia un ripensamento e comprenda, finalmente, che il suo ruolo è quello di garante dell’organo che presiede e di ogni suo singolo componente e non, come più volte è stato, di esecutore in Consiglio della volontà del Sindaco. 
Non v’è dubbio siamo di fronte ad un vero e proprio tentativo di “epurazione”. Come nei regimi dittatoriali i politici dissidenti vengono allontanati e sostituiti con fidi scudieri. 
La libertà di opinione è un diritto fondamentale garantito dalla costituzione e ci batteremo sempre perché tutti possano esercitarlo liberamente. 
Non permetteremo che nel nostro paese venga uccisa la democrazia!

IL GRUPPO CONSILIARE
DIREZIONE FUTURO