Promosso con diritto agli arretrati

   Mi riferisco all’articolo apparso a pagina 19 del Giornale di Sicilia del 12/09/2012, per manifestare il mio vivo disappunto in ordine al contenuto dello stesso, palesemente lesivo della mia immagine e reputazione.

   Dalla lettura dell’articolo sembrerebbe che non sia stata preventivamente verificata la fondatezza delle asserzioni esternate da parte di taluni rappresentanti sindacali della Provincia  (soggetti apparentemente preposti alla tutela dei diritti dei lavoratori), laddove si diffondono  le errate congetture dagli stessi formulate, sulla ipotetica auto-valutazione del sottoscritto durante il periodo in cui svolgeva le mansioni dirigenziali, infiorata in maniera tale da annidare il dubbio nel lettore.

Per i motivi che seguono, ovviamente, quanto nell’articolo rappresentato non corrisponde alla verità.

Nessuna scheda fu compilata dal sottoscritto per ottenere la promozione da funzionario D5 a D6, bensì alla richiesta di progressione economica orizzontale venne allegata la scheda di valutazione positiva (col massimo dei voti) compilata dal direttore della Protezione Civile a suo tempo in carica, sotto il quale lo scrivente svolgeva le proprie mansioni da funzionario fino alla data di nomina a dirigente.

Viene trascurato, che l’incarico dirigenziale affidato all’ing. Serio è stato affidato ai sensi di legge (art. 19 comma 6 della DLg.vo 165/2001), come tra l’altro così prescrive:   “per il periodo di durata dell'incarico, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell'anzianità di servizio”.

Tale prescrizione di legge, unitamente alla suddetta positiva valutazione del proprio operato da funzionario, nonchè al giudizio positivo rilasciato dal Nucleo di Valutazione dell’Ente, relativamente allo svolgimento della  mia attività da dirigente e da funzionario, ha consentito la progressione maturata e legittimamente determinata dall’ Ufficio del  personale.

Risultando di tutta evidenza che, ove ciò non fosse stato riconosciuto, sentendomi leso nel mio diritto, avrei adito le vie legali nei confronti dell’Ente.

Esistono comunque casi documentati (e documentabili) similari, avvenuti nel passato, per i quali forse i sindacati non hanno voluto profondere analogo sforzo nella ricerca di schede di valutazione per la progressione orizzontale!

Sussiste il legittimo esercizio del diritto di cronaca, solo se si rispetta la verità della notizia, quale frutto di un serio e diligente lavoro di ricerca della stessa (sic!).

Anche l’avere richiamato la storia dello straordinario autorizzato allo “spalatore di neve in piena estate”, temo, per cavalcare la campagna denigratoria messa in atto dagli stessi sindacalisti nel settembre dell’anno scorso,  ma sponsorizzata da altra testata giornalistica (la quale, forse, visto il fallimento, sul tema di oggi ha preferito non rischiare più), evidenzia la superficiale trattazione dell’argomento, forse deliberatamente finalizzata ad indurre in errore i lettori, fornendo ai medesimi informazioni diverse dalla realtà e non rispondenti al vero, che mirano probabilmente all’ottenimento di risultati e con finalità su altri piani e di prossima scadenza.

 

   Ed infatti, nel richiamare  lo scoop  della “neve in estate” che tanto indignò i lettori da Bolzano a Lampedusa (e pure oltre mare),  anche stavolta la cronista di turno, “informata” dagli impegnati sindacalisti, ha omesso di precisare che l’effetto della gogna mediatica a cui la Protezione Civile fu sottoposta, sebbene suscitò l’interesse della Corte dei Conti che chiese chiarimenti puntualmente inviati dallo scrivente, si risolse in un “nulla di fatto” e nessuna irregolarità, a qualsiasi livello, fu contestata, proprio per la infondatezza delle notizie diffuse dagli stessi 3 sindacalisti, ma che di certo consentì di mettere a punto un valido strumento denigratorio dell’operato altrui, per cui si ha il dubbio essere stato preordinato ad acquisire popolarità e consensi tra gli stessi dipendenti della Provincia, in occasione delle elezioni dei rappresentanti sindacali dell’Ente, che si sarebbero tenute nei mesi successivi (febbr. 2012) alla data dell’infiorato articolo (sett. 2011).

 

  Non si può trascurare, altresì, la grave dichiarazione riportata nell’occhiello dell’articolo: “da funzionario a dirigente grazie a irregolarità”.

Prima di commettere l’ulteriore azione lesiva della dignità e decoro personale di un professionista che ha dato sempre il massimo della propria competenza, professionalità ed attaccamento all’Ente, che in caduta di stile oltre se stessa coinvolge anche la testata che l’ha ospitata, la cronista avrebbe dovuto accertare, che l’incarico di dirigente è stato a me affidato nel pieno rispetto della vigente normativa (D.L. 165/2001 art. 19 comma 6) con atti amministrativi,  dotati di tutti i visti di regolarità necessari.

Prova ne sia che nessun organo preposto al controllo di legittimità, ha mai contestato la regolarità dell’incarico, da oltre 4 anni dalla prima nomina.

Ancora una volta registro aggressioni da taluni sindacalisti, basate su temi infondati e privi di irregolarità, che gli organi competenti dagli stessi interpellati, avranno possibilità di verificare, speriamo prima possibile.

In un momento in cui il comune sforzo dovrebbe essere volto alla soluzione di reali cogenti problemi  che attualmente attanagliano la nostra collettività, impegnando ogni disponibile risorsa, ritengo inutile consumo quanto fin qui faziosamente posto in essere, con l’amara sensazione che tutto ciò sia stato ancora una volta escogitato per mero tornaconto legato a contingenze elettorali.

 Ing. Salvatore Serio