SANITA’ -  LIMITAZIONE E RESTRIZIONE PER LABORATORI ANALISI

Un decreto che penalizza i piccoli. Presentata interrogazione parlamentare per chiedere revoca del decreto

 Il parlamentare del Pdl all’Assemblea Regionale Siciliana e Presidente la Commissione Legislativa Attività Produttive dell’ARS, Salvino Caputo (nella foto) ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere all’Assessore alla Salute, Massimo Russo, di revocare immediatamente il decreto del 9 agosto 2012 pubblicato nella GURA del 31.08.2012 con il quale la Regione stabilisce le nuove regole per l’accreditamento e la contrattualizzazione dei laboratori di diagnostica. La nuova normativa infatti prevede la soglia minima di 100.000 prestazione annue per il biennio 2013/2014 e di n. 200.000 prestazione annue a partire dal 1° gennaio 2015, per prestazioni si intendono le prestazioni di medicina di laboratorio effettivamente erogate, in regime di libero professionista e regolarmene fatturate. Le strutture provate non convenzionate che alla data del 31.12.2012 non hanno raggiunto al soglia minima non potranno erogare prestazioni per conto del servizio sanitario regionale. Oltre alla soglia minima il requisito richiesto per l’accreditamento e la contrattualizzazione è la registrazione al CRQ e l’obbligo alle VEQ regionali sia per le strutture pubbliche che per le private. “Si tratta di requisiti – dichiara Caputo – assolutamente coercitivi e limitativi e che la natura di questo provvedimento rischia di penalizzare i laboratori più piccoli creando una situazione di vantaggio solo per quelli di grandi dimensioni. Di conseguenza molti saranno costretti a chiudere o a essere assorbiti dai più grandi. Tra l’altro – puntualizza Caputo – il decreto è stato emesso senza tenere conto del parere negativo espresso dalla Commissione Sanità dell’ARS. Non c’è dubbio – conclude Caputo -  che si tratta di un atto che deve essere revocato perché è in contrasto con quanto espresso dall’ARS e soprattutto non tiene conto delle realtà dei laboratori siciliani. Questa manovra è un ulteriore dimostrazione del totale disastro della riforma sanitaria del Governo che penalizza cittadini e le strutture private di piccole dimensioni”.