Parte da Cefalù, in occasione dello Sherbeth, la campagna elettorale per le regionali del 28 ottobre

Cefalù, Piazza Duomo, ottagoni di Santa Caterina. E’ qui che si è tenuto il primo faccia a faccia fra gli aspiranti governatori della Regione Siciliana. Presenti  Nello Musumeci, Rosario Crocetta, Gianfranco Miccichè, Mariano Ferro, Giancarlo Cancelleri e Davide Giacalone.  Un confronto moderato dal condirettore del Giornale di Sicilia Giovanni Pepi. 
Il tema del dibattito era chiaro: antimafia, consumo critico sviluppo e legalità. Sul tema dello sviluppo della legalità, ad introdurre il dibattito il maestro gelatiere Antonio Cappadonia che ha presentato il gelato “miele, gusto della legalità”, miele proveniente da terre confiscate alla mafia.  Sereno il dibattito all’interno degli ottagoni ma un po’ meno in piazza Duomo quando alcuni militanti del movimento dei forconi hanno aggredito verbalmente Gianfranco Miccichè candidato per Grande Sud. Il confronto prende slancio quando Giovanni Pepi, fà riferimento allo Statuto Siciliano ed alla grande autonomia che grazie ad esso la regione avrebbe, e fa altresì notare che la nostra regione è quella col maggior numero di dipendenti ed al tempo stessa quella che usufruisce meno dei fondi europei.
Secondo Claudio Fava candidato per IDV e Sel abbiamo perso la ghiotta occasione europea perché la politica è mancata compiendo scelte sbagliate per rilanciare la regione. Giancarlo Cancelleri, candidato per il M5S sostiene invece un  cambiamento che passi attraverso l’abolizione di tutti i benefici di cui i politici fino ad oggi hanno goduto, il rilancio delle pmi  giovanili attraverso il microcredito però senza il sistema del fondo perduto perché “troppo si presta ai secondi fini di alcuni furbetti”. Rosario Crocetta, candidato alla presidenza sostenuto da PD, UDC, API e PSI, sostiene di non avere nessuna responsabilità e si impegna ad attivare entro tre mesi il 50% delle richieste d’autorizzazione d’impresa  per adesso bloccate alla Regione siciliana. Mariano Ferro asserisce che la Sicilia si trova ad un passo dal baratro ed il Movimento dei Forconi, di cui è leader, partecipa alla competizione elettorale per rompere le geometrie politiche al momento esistenti.
Pur arroccati su posizioni diverse, tutti i candidati alla Regione hanno posto al centro del loro impegno la lotta alla mafia e al costume mafioso. In particolare l’ultimo intervemto di Nello Musumeci ha colpito gli astanti e ricevuto plausi di approvazione. Dopo aver ricordato che è da più di sessant’anni che viene perpetrato il malcostume delle assunzioni pubbliche che ha trasformato l’autonomia in un serbatoio d’assistenzialismo, il candidato alla Presidenza della Regione appoggiato da Pdl e La destra ha infatti risposto alla domanda sulle infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione con un elogio all’antimafia “dei fatti”, piuttosto che a quella “delle parole”, ed esprimendo il bisogno di ricercare un’amministrazione libera da ogni genere di condizionamenti.