Il ritorno dei barbari.
- Cefalù,
- Speciali,
- Angelo Sciortino
E' proprio accaduto quel che non mi aspettavo. Non mi aspettavo un ritorno al passato, a quel passato, che sembrava quasi dimenticato e che l'ultima volta era stato sconfitto nelle ultime elezioni, quando aveva tentato di mimetizzarsi fra le truppe cammellate di un professore incaricato di economia ambientale.
Soprattutto, non mi aspettavo che questo passato lo avrebbe fatto rivivere chi ne era stato un acerrimo nemico per dieci lunghi anni, armato del suo amore per il territorio, troppo spesso vittima di famelici predatori, e della sua capacità di avere una visione politica ampia e intelligente.
Mi aspettavo, invece, che con il suo manipolo di sette consiglieri si dedicasse con maggiore impegno ad amministrare nel modo in cui aveva promesso, sfidando di fronte alla cittadinanza gli altri tredici consiglieri, se costoro avessero creato ostacoli alla sua azione. Non l'ha fatto, giustificando gli accordi per assicurarsi una maggioranza precostituita con la necessità dell'urgenza e della sicurezza di fronte alle decisioni forti, che la situazione finanziaria del Comune richiedeva. Nel consiglio del 3 settembre s'è visto, invece, a che cosa serviva una maggioranza precostituita. In tale occasione all'unanimità tutto il Consiglio ha votato un documento richiesto dallo stesso Sindaco, dimostrando di avere a cuore l'interesse vero del Paese, senza alcuna considerazione agli schieramenti partitici e a riprova che per amministrare non serviva una maggioranza precostituita. Serviva, però, per ben altro. Serviva a spianare la strada al ritorno di un maledetto passato. Quel passato che, per decenni, aveva permesso che Cefalù restasse senza un vero PRG e che a causa di tale assenza a ognuno fosse permesso, avendone le amicizie giuste, di comportarsi come il peggiore dei vandali; come un barbaro saccheggiatore o come quell'unno, sotto lo zoccolo del cui cavallo non cresceva mai l'erba.
Ecco, questo è accaduto! Anche questa Amministrazione si è prestata a recitare il ruolo di un Quisling, dimostrandosi protettrice degli interessi del nemico. Dell'interesse dei barbari invasori del territorio, dove continueranno a costruire brutture su brutture come nel passato, distruggendo, prima ancora del territorio, le bellezze che esso possiede ancora.
Tutto ciò dichiarando che, sebbene “non conforme” alle regole, la richiesta di una variante è “compatibile” con la concessione. Come se si trattasse delle regole femminili, valide soltanto una volta al mese e per soli cinque giorni! Negli altri venticinque supplisce la compatibilità, in nome della quale ci si può dedicare alla lussuria. Come è accaduto nella seduta del 3 settembre, che personalmente segnerò nel mio quaderno di appunti come il momento in cui è stata provata la continuità con il passato.
Chi vuole maggiori notizie sulla vicenda che ha scatenato questo mio sfogo, può trovarle nell'intervento di Pino Lo Presti e nei numerosi commenti in esso compresi (http://www.qualecefalu.it/node/748). Personalmente mi fermo a queste mie riflessioni, che non sono critiche, ma soltanto anatemi. Non c'è nulla da criticare, infatti, in un comportamento sconsiderato come quello di un bambino monello, che può essere corretto soltanto con le sculacciate.