FORMAZIONE – SOSPESI I CORSI OIF

Alcuni Enti non possono avviare i corsi ed altri non possono rilasciare la qualifica.

Il Presidente della Commissione Legislativa Attività Produttive dell’ARS e parlamentare del Pdl all’Assemblea Regionale Siciliana, Salvino Caputo (nella foto accanto) ha presentato una mozione per chiedere al Presidente dell’ARS Francesco Cascio di avviare la procedura per la costituzione della commissione d’inchiesta sul settore della Formazione e dei corsi OIF. La Regione, infatti, nel 2010 aveva avviato i percorsi triennali  per garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione con l’acquisizione, al termine del triennio, di una qualifica professionale riconosciuta a livello nazionale e non inferiore al secondo livello europeo. L’iniziativa avrebbe consentito di rimediare all’elevato tasso di dispersione scolastica che in Sicilia è superiore a quello nazionale. In più gli studenti al termine del triennio avrebbero avuto una qualifica professionale per l’accesso al mercato del lavoro. Con Delibera n. 231, adottata dalla Giunta regionale della Sicilia nella seduta del 13 settembre 2011, sono state approvate le Linee Guida per la realizzazione dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale nel territorio della Regione siciliana con Accordo sottoscritto con il Governo nazionale.. Ad oggi, però, molti Enti destinatari dei finanziamenti e che avrebbero dovuto avviare i corsi sono stati penalizzati dall’Amministrazione Regionale con la conseguenza che molti corsi non sono partiti e ad altri invece è stata sospesa la seconda o l’ultima annualità“Ulteriore dimostrazione del fallimento della formazione per l’incompetenza del Governo Lombardo e della sua Giunta – dichiara Salvino Caputo – rischia di impedire il rilascio del titolo professionale e la frequentazione dei corsi perché la Regione li ha sospesi senza una motivazione. Come il caso della fondazione CAS onlus di Palermo dove molti giovani attendono di potere ottenere la qualifica o il diploma. E’ un paradosso – conclude Caputo – perché invece di sostenere l’accesso dei giovani al mercato del lavoro e garantire di assolvere l’obbligo scolastico, obbligatorio per legge, il Governo decide di interrompere le attività degli Enti danneggiando cosi i ragazzi che fiduciosi avevano deciso di partecipare ai corsi e provocando disagi e danni agli Enti stessi che rischiano così il fallimento”.