Perché la benzina in Sicilia costa così tanto?

Chi non si è mai fatto questa domanda, specialmente assistendo alle vertiginose impennate dei prezzi degli ultimi tempi?   “La benzina la produciamo noi e per giunta siamo quelli che la paghiamo più cara di tutti!” Ed in effetti è vero, o quasi.
In Sicilia viene estratto circa il 9% del petrolio italiano e vengono raffinati idrocarburi per soddisfare il 40% del fabbisogno italiano, dunque più che essere l’Arabia d’Italia ne siamo il suo petrolichimico.
Ovviamente la Sicilia in fatto di carburanti risulta autosufficiente rispetto all’Italia contando la presenza di quattro grandi raffinerie (Gela, Priolo, Augusta, Milazzo) e sei depositi, ciò però non basta a ridimensionare i prezzi, e quindi i siciliani lamentano oltre il danno – ambientale in primis – la beffa dei prezzi più alti d’Italia.  E a questo punto della conversazione ci si imbatte in un altro luogo comune: “ Vuoi vedere che con la scusa dello Statuto Speciale ci fregano mettendo altre tasse?”  Anche questo mito và sfatato.
La Regione Siciliana, per nostra fortuna, è una delle poche regioni a non applicare alcuna addizionale sui carburanti, allora come mai la benzina è così cara? Stando alla relazione fornita dall’AGCM, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la nostra regione in materia  di concorrenza ha tanta strada da fare e per questo spendiamo così tanto per un pieno.  Pare infatti che i vari distributori dell’isola grazie ad alcune leggi regionali non abbiano bisogno di farsi concorrenza operando in un regime che gli economisti definiscono come oligopolio.  Ciò determina che essi rinunciano a competere tenendo i prezzi più bassi possibile preferendo invece una situazione di stallo che massimizza i profitti. Ciò avviene perché in Sicilia, al contrario del resto d’Italia, per aprire un nuovo distributore di benzina non basta una semplice autorizzazione comunale ma occorre essere in possesso di una concessione regionale. Tale concessione al momento risulta di non semplice ottenimento, poiché la norma regola il numero degli impianti per abitante, la distanza fra essi, e disciplina in maniera eccessivamente vincolante l’orario d’esercizio, la percentuale dei self-service ed i turni festivi e notturni. Per questo motivo nella nostra regione non sono ancora riusciti ad attecchire gli impianti della Grande Distribuzione Organizzata con proprio marchio dato che queste strutture, per abbattere i costi, operano come self-service pre pay  in assenza di personale addetto, cosa che in Sicilia non è consentita. Queste imposizioni limitano moltissimo la differenzazione del servizio offerto e riducono la possibilità di scelta dei consumatori. Al riparo da qualunque forma di concorrenza, i concessionari hanno liberamente operato dietro trincee normative che hanno costituito un regime di oligopolio nel quale non sono possibili ulteriori ingressi.  
Secondo lo studio dell’AGCM sono emerse diverse criticità che vanno immediatamente superate quali: il regolamento che disciplina gli orari e i turni eliminando ogni possibile restrizione; il regime di concessione regionale passando, come il resto d’Italia, all’autorizzazione comunale; qualsiasi vincolo sugli impianti self service pre pay senza personale addetto; l’obbligo per i nuovi impianti di disporre di pannelli fotovoltaici per 10kw, un inutile gravame per chi vuole accedere al mercato. Inoltre per  l’AGCM la Commissione consultiva per la ristrutturazione e la disciplina della rete distributiva dei carburanti appare come uno strumento di concertazione fra i vari portatori di interessi al fine di tutelare i propri a danno dei nuovi entranti e và immediatamente sospesa.  Sicuramente il fiorire di queste distorsioni del prezzo è anche frutto del contesto geografico in cui si opera; infatti i benzinai nostrani, seppur protetti dalle leggi sopra elencate, non avrebbero avuto vita facile se avessero avuto  altri competitori al  confine – vedi il caso Lombardia che registra i prezzi più bassi d’Italia -  siano nazionali o stranieri.  Se oggi la Lombardia appare un pò come la 'patria della benzina a buon mercato' è il frutto di tanti fattori: moltissimi competitori locali, frutto di  un quadro normativo che favorisce l'impresa e quindi la concorrenza, il contesto geografico che la porta a dover competere con altre regioni italiane e soprattuto con i vicini svizzeri, i quali, praticando prezzi sensibilmente più bassi mettono a dura prova la competitività padana.
Tutti fattori che giustificano carte sconto residenti e perfino la presenza di un anocronistico provilegio costituito dal portofranco di Livigno, dove godendo dello status di zona extradoganale i carburanti costano in media 60/70 centesimi in meno al litro.