ʻLA CARICA DEI 100 COMUNIʼ
- Campofelice,
- Attualità,
- Giuseppe Spallino
«Siamo fortemente convinti che dai territori parta il riscatto e la crescita sociale ed economica della nostra Regione, ma a nostro parere anche della nostra Italia. Nei decenni passati, durante il boom economico dell’Italia, lo sviluppo si articolava con il connubio fra territorio e piccola-media impresa. In questa alleanza emergeva la forza di una Nazione che, con l’immenso patrimonio culturale ed ambientale, posseduto e la creatività delle piccole-medie imprese nel settore dell’agricoltura, del commercio, dell’artigianato, del turismo e delle professioni, hanno fatto della nostra Italia una delle punte di eccellenza nel Mondo. Consapevoli di tutto ciò ed avendo assistito al fallimento di una industrializzazione che non è mai partita e che ha provocato soltanto danni ambientali e paesaggistici, cento comuni della Sicilia che si affacciano sul mare dove insistono le torri di avvistamento e di difesa, hanno avviato, su iniziativa del comune di Campofelice di Roccella, una ipotesi di costituire una ATS “Rete delle Torri di avvistamento e di difesa della Sicilia”». Questo è scritto all’inizio di un comunicato dell’Amministrazione comunale di Campofelice, che propone l’iniziativa.
Il primo incontro si terrà il 7 settembre alle ore 12 presso l’aula consiliare del Comune, dove verrà presentata una bozza di statuto dell’ATS. L’assessore Mario Cicero, che ha la delega alle politiche sovracomunali e ai rapporti con gli altri enti e istituzioni, ritiene che l’avvio di questa “rete” oltre a mettere in stretta collaborazione piccole e grandi comunità della Sicilia, servirà a valorizzare e a rilanciare dei siti che per la loro storia hanno sicuramente rappresentato l’evoluzione culturale, storica e politica della nostra Sicilia. «La sfida – afferma – è ambiziosa ma se ci riusciremo, potremmo offrire al mondo una proposta turistica unica nel suo genere che mette insieme importanti monumenti e la ricca storia di quei luoghi, abbinati alla ricchezza dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’enogastronomia».