Cons. Larosa: immediato rilancio del settore turistico, con la tassa di soggiorno è lotta impari con gli altri competitori
- Cefalù,
- Attualità,
- Davide Bellavia
Continua la battaglia del giovane consigliere in quota PDL contro la tassa di soggiorno che a suo parere oltre ad essere al momento illegittima a causa della mancata convocazione della Conferenza Stato- Regioni, obbligatoria in materia fiscale per le regioni a statuto speciale, mortificherebbe l’attrattività turistica cittadina rendendola economicamente meno competitiva rispetto ad altre mete. Secondo il consigliere Larosa una più attenta e concertata collaborazione tra pubblico e privato consentirebbe all’ente il raggiungimento dei propri obiettivi in materia di servizi per cui la tassa è stata concepita – probabilmente sulla scia della proposta giunta da federalberghi circa la costruzione di un parcheggio a loro spese in cambio della sospensione della tassa (nda) – senza avere spiacevoli ricadute sul settore turistico. Da qui nasce la richiesta di analizzare il caso nelle commissioni competenti magari avvalendosi di un supporto tecnico e quella contestuale di sospensione della tassa, preferibilmente in accordo con gli altri gruppi consiliari.
“Oggi, con il nascere di nuove rotte turistiche – leggasi Croazia, Tunisia, Turchia – ci troviamo di fronte ad una competizione iniqua. Per costi inferiori sulla manodopera, sull’acquisto di materie prime e di tassazione, questi paesi possono permettersi, a differenza nostra, di offrire un prodotto migliore sia nei servizi sia nei costi”. “La tassa - continua Larosa – chiaramente non farebbe altro che aumentare questa iniquità. Oggi come dire facciamo l’opposto di ciò che andrebbe fatto. Vista la riduzione e non l’incremento delle presenze dovremmo trovare soluzioni per espanderci e non limitarci con una tassa”.
Si pone inoltre – a detta del consigliere – un ulteriore problema in merito alla riscossione della tassa: non lo convince il bizzarro e duplice ruolo ricoperto dagli albergatori che sono contemporaneamente riscossori e coobligati in solido, e sostiene che tale dualismo sia illegittimo, come da sentenza del TAR di Venezia. E allora si chiede il consigliere: “chi sarebbe addetto alla riscossione? Senza una riscossione controllata come si potrà mai garantire nei bilanci di previsione la reale e non fittizia presenza di un gettito esistente? Quanti bilanci potrebbero essere gonfiati con cifre che poi non sarebbero più rispondenti a quelle reali?”