A Scuola con Leonardo Sciascia

"Sesè" e "Nanà", i nomignoli di Stefano Vilardo e Leonardo Sciascia, il primo 90 anni molto ben portati, il secondo scomparso nel novembre del 1989 che continua a vivere nei suoi scritti. Sciascia vive, però, anche grazie agli scritti di un suo grandissimo amico, fin dai tempi della scuola, Stefano Vilardo.
E quanti aneddoti, approfondimenti, interpretazioni venerdì sera alla Fondazione Mandralisca con la presentazione della direttrice Maria Teresa Dispenza, gli interventi dei critici letterari Giuseppe Saja ed Aldo Gerbino.
Dice il prof. Vilardo: se penso ad un amico, penso a Nanà-Sciascia, al suo coraggio, alla sua onestà; la scoperta del teatro, le sale cinematografiche frequentate quasi quotidianamente; eravamo sempre in cerca di chiese, musei, buone cucine, intellettuali, artisti; siamo sempre cresciuti senza che tra noi ci fosse uno screzio.
Ma Sciascia com'era? - Di poche parole, curioso, attento, ironico, timido, aiutava i compagni in difficoltà, di una modestia disarmante.
I critici sottolineano il valore positivo della provincia: Delia, Regalbuto, Caltanissetta ed il prof. Vilardo legge una poesia in cui è citata Cefalù, luogo nel quale per 30 anni ha trascorso le vacanze estive.
Con garbo ed ironia altre rivelazioni: con Sciascia abitavamo vicino, nella stessa strada, via redentore; sono diventato per caso compagno di scuola alle magistrali di Sasà-Sciascia, ho perso un anno nel 1936-37 per via di una bocciatura inflittami dalla professoressa Borrella; quando nel luglio del 1944 Leonardo sposò Maria mi volle testimone di nozze insieme ad Ugo Cordova... gli regalai un coniglio e due piccioni!
Il libro: A scuola con Leonardo Sciascia, è una intervista a Stefano Vilardo raccolta da Antonio Motta (Sellerio editore)

Nella foto l'autore Stefano Vilardo