Mostra della Ceramica di Collesano al Palazzo Abatellis di Palermo - Aperta fino al 16 settembre

Continua la mostra di ceramica dal titolo “Fatta in Collesano – Le maioliche di Collesano del XVII secolo nelle collezioni di Palazzo Abatellis” presso l’Oratorio dei Bianchi, sito in Piazzetta dei Bianchi a Palermo, inaugurata venerdì 6 luglio. L’allestimento si avvale dell’apporto specialistico del professore Tommaso Gambaro e presenta 26 pezzi selezionati fra bocce e albarelli che ben documentano la varietà e le caratteristiche della maiolica del territorio madonita. Le opere illustrano la produzione nel corso della seconda metà del Seicento, certamente il periodo più ricco di testimonianze dell’antica manifattura, in cui predominano i colori tipici della cultura collesanese: giallo-arancio, manganese chiaro e ramina. Proprio in quel periodo, giungono a “Gulisanu” due maestri forestieri, il palermitano Filippo Rizzuto e Giuseppe Savia. Ai due si aggiungono i nomi di numerose famiglie locali che portano avanti le loro botteghe, generazione dopo generazione, per secoli, fino ai nostri giorni, tra queste: Cellino, Barbera, Carrà, Catalano, Cirri, Lo Forti, Testaiuti, Morales, Pizzillo, Iachetta, Asciutto. Il luogo che ancora oggi ospita le fabbriche, gli stazzoni, prenderà nel tempo il nome di Borgo Stazzone. Dallo studio della collezione di ceramiche dell’Abatellis è possibile individuare almeno tre botteghe: la prima è legata all’aromatario di Polizzi Giovanni Saldo, committente di tre albarelli a cilindro datati 1667, raffiguranti nel medaglione rispettivamente Santa Columba, Santa Basilla e Santa Lucia, e di un quarto albarello rastremato al centro, con figura d’angelo. Del 1687 è l’unico albarello del maestro palermitano Filippo Rizzuto, attivo a Collesano tra il 1677 e il 1693, anno della sua morte. Rizzuto ha ritratto nel medaglione Santa Rita e ha indicato il luogo di produzione: fecit in Collesano. Vi sono ancora quattro esemplari nella collezione di Palazzo Abatellis che, per apparato ornamentale o per datazione, possono essere ricondotti a botteghe collesanesi. Tra questi, due albarelli con campitura in verde e incisioni circolari: il primo datato 1662, il secondo con l’iscrizione Collesano nel nastro, infine un albarello cilindrico con la sigla SPQP, di difficile attribuzione, seppur riconducibile alle officine di Collesano per alcuni dettagli cromatici(il verde e il blu) e decorativi (la pennellata nel disegno del tralcio). La mostra rimarrà aperta fino al 16 settembre e farà i seguenti orari: lunedì, sabato e domenica dalle 9 alle 13, martedì e venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14:30 alle 19. (Nella foto due opere esposte alla mostra)