5 province su 9 a rischio
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- Davide Bellavia
Il 20 luglio il Consiglio dei Ministri ha deliberato l’accorpamento di 64 province su 107. In base ai criteri approvati le province dovranno rispondere a due indispensabili requisiti: 350mila abitanti da estendersi su un territorio non inferiore ai 2500 chilometri quadrati. Sono fatti salvi i capoluoghi di regione. In Sicilia le province a rischio sono 5: Trapani, Enna, Caltanissetta, Ragusa e Siracusa. Salve Palermo, Agrigento, Messina e Catania.
Trapani ad oggi risulterebbe in bilico in quanto non soddisfa di pochissimo il criterio dell’estensione, 2459 chilometri quadrati, contro i 2500 richiesti, ma soddisfa appieno il criterio degli abitanti essendo quasi 437 mila i residenti in territorio trapanese. Inoltre la provincia ha al suo interno diversi comuni di notevoli dimensioni: Marsala 83 mila abitanti e quinto comune della Sicilia per numero di abitanti; Mazara 51 mila abitanti; Alcamo 46 mila, Castelvetrano oltre 30 mila. Sulle sorti di tale provincia le ipotesi essenzialmente sono due: viene salvata (la più quotata), magari grazie ad una norma ad hoc, oppure accorpata alla provincia di Agrigento.
Sorte diversa per quanto riguarda la provincia nissena che non soddisfa nessuno dei due criteri richiesti avendo 270 mila abitanti distribuiti su un territorio di 2124 chilometri quadrati. Per essa e per il capoluogo ereo, il destino sembra segnato. Infatti la vicina provincia di Enna pur soddisfacendo i criteri d’estensione conta soltanto 171 mila abitanti. Sono state fatte due ipotesi a riguardo: la prima prevede la fusione delle due province centrali fra loro, con ipotetico capoluogo a Caltanissetta, l’altra invece Caltanissetta assorbita da Agrigento (a condizione che Trapani sia fatta salva) ed Enna con Palermo.
Verso soppressione certa paiono le ultime due province, Ragusa e Siracusa. Il capoluogo ibleo infatti sarà quasi certamente accorpato all’altra provincia della Sicilia meridionale destinata a scomparire, quella di Siracusa, dato che entrambe hanno un’estensione territoriale troppo modesta secondo i criteri appena introdotti. L’altra ipotesi prevede il salvataggio della provincia siracusana e l’accorpamento della provincia di Ragusa a quella di Catania.
Ribadiamo che queste sono soltanto ipotesi in quanto l’Urps si è già espressa negativamente e nel caso di una Regione a Statuto Speciale, l’ultima parola circa la sospensione spetta alla regione di competenza.