ACCENDI LA LEGALITA' - Il testo del messaggio di Manfredi Borsellino
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Oggi, malgrado Palermo sia in fermento per la ricorrenza del “ventennale” della strage di via D’Amelio come poche volte in passato, non sarei dovuto mancare a un appuntamento come questo, l’intitolazione di una importante arteria di Cefalù al giudice Falcone e a mio padre.
Di intitolazione di piazze e strade – come potete immaginare – in questi venti anni ve ne sono state tante e in tutta Italia, ma questa riveste un’importanza e un significato diversi, questa è l’intitolazione al giudice Borsellino della strada di un Comune il cui Commissariato di Polizia è diretto dal figlio, non è pertanto per chi vi parla un’intitolazione come tutte le altre.
Da qui il mio rammarico, oserei dire la mia sofferenza e il mio travaglio interiore per non potere presenziare ad una cerimonia irripetibile.
Rammarico perché mai sarei voluto mancare all’intitolazione di una via a mio padre nel comune in cui rappresento un’istituzione importante come la Polizia di Stato, sofferenza perché non nascondo il mio disagio nel non potermi allontanare da Palermo per impegni, direi doveri istituzionali, a cui, potendolo, mi sarei sottratto volentieri.
Non è il caso di riferire le ragioni che mi stanno costringendo a trascorrere questa giornata di dolore ma anche di grande speranza qui a Palermo invece che “rifugiarmi” nella mia piccola “Vigata”, ovverosia Cefalù, ma per me è fondamentale che voi sappiate, soprattutto voi cittadini e giovani cefaludesi e madoniti presenti insieme ai vostri amministratori, che il vostro Commissario di Pubblica Sicurezza sarebbe dovuto e voluto essere qui, non fosse altro che per la circostanza che qui oggi si intitola solennemente una via ai giudici Falcone e Borsellino, a Palermo invece, la città natale di mio padre ma anche quella dove ha trovato la morte, ad oggi, dopo venti lunghi anni, gli organi competenti non hanno ancora deliberato un’analoga intitolazione.
E allora, rammaricandomi ancora di più per la mia inevitabile assenza a questa come alle altre iniziative che si tengono oggi qui a Cefalù grazie ai giovani dell’”Agora’” che idealmente abbraccio, ringrazio doppiamente l’Amministrazione e il Consiglio comunale di Cefalù, i Sindaci intervenuti e soprattutto i cittadini presenti, per un’iniziativa che quando assunsi la dirigenza del Commissariato di questo comune oltre tre anni fa, non consideravo affatto scontata o dovuta.
Mi piace pensare che se oggi l’Amministrazione Comunale da poco insediatasi ha deciso di intitolare una strada a mio padre e al giudice Giovanni Falcone, lo ha fatto non certo per la mera coincidenza che uno dei figli dei due giudici martiri della giustizia riveste un incarico delicato in questo Comune, ma perché ha creduto davvero che anche e soprattutto così si onora la memoria di chi non ha esitato un attimo a sacrificare la propria vita per una società più giusta.