L’Azione Cattolica Diocesana invita a non deviare dall’autentico cammino ecclesiale

In seguito a quanto è ribalzato sui siti web locali per l’avvicendamento del parroco della Cattedrale in cui più volte l‘Azione Cattolica Italiana è stata chiamata in causa, la Presidenza diocesana dell’Azione Cattolica, con una lettera a firma del Presidente Diocesano, Sonia Zito, e dell’assistente unitario, Mons. Francesco Casamento, indirizzata al Presidente di AC della parrocchia Cattedrale e - per conoscenza - a S.E. Mons. Vincenzo Manzella, invita a riscoprire il vero carisma dell’associazione, perno della pastorale della Chiesa locale in comunione col suo Pastore, come sollecitano anche il n. 20 dell’Apostolicam Actuositatem, il n. 15 dell’Ad Gentes, il n. 17 del Christus Dominus (tutti documenti del Concilio Vaticano II, di cui ricorre il cinquantesimo anniversario), il n. 31 della Christifideles Laici di Giovanni paolo II e non ultimo il n. 43 degli orientamenti pastorali della CEI (conferenza episcopale italiana) per il decennio 2010-2020, Educare alla vita buona del Vangelo.
Lettera inviata
Egregio Presidente,
constatato che le ultime vicende, riguardanti il cambio della guida pastorale della Parrocchia Cattedrale, hanno fatto risaltare sui siti web e sui giornali, agli occhi, alle orecchie della cittadinanza cefaludese e non continui riferimenti all’Azione Cattolica Italiana, poiché questa presidenza diocesana è garante anche del buon nome e dell’agire dell’Associazione, nostro malgrado, ci permettiamo entrare nel merito della questione e invitare, Suo mezzo, ogni socio a rivedere la propria posizione assunta contro il Vescovo e la Chiesa locale.
L’Azione Cattolica ha fatto una scelta ecclesiale ovvero assumere come finalità la finalità stessa della Chiesa, vivendo questo orientamento non in un generico riferimento ad essa, bensì nella concretezza del radicamento locale, là dove la Chiesa prende il volto di una terra, di una cultura, di una storia, di una città, e prende forma di una comunità raccolta attorno al proprio Vescovo.
L’articolo 6 dello Statuto, infatti, recita: “L’esperienza associativa e l’attività apostolica dell’Azione Cattolica Italiana hanno come primo impegno la presenza e il servizio nella Chiesa locale e si svolgono in costante solidarietà con le esigenze e con le sue scelte pastorali”. Ed ancora l’articolo 4: “L’azione Cattolica Italiana intende realizzare nella vita associativa un segno dell’unità della Chiesa in Cristo”.
Quello che sta accadendo a Cefalù si connota in verità, non come segno di unità, anzi come indicazione di un superficiale radicamento nell’Associazione, dato che se ne sconoscono i capisaldi fondamentali, e di scarsa maturità nel cammino pastorale ed ecclesiale, per cui l’Azione Cattolica Diocesana disconosce quanti, facendosi scudo dell’appartenenza all’Associazione, conducono una battaglia con mezzi che non rientrano nel modus comportamentale di un laico cristiano e di un laico di AC e sollecita a rientrare nel solco del reale cammino all’interno della Chiesa locale e particolare, che ha la sua ragion d’essere nella comunione, nella collaborazione, nella corresponsabilità con il suo Pastore e con le sue scelte pastorali.
Cefalù, 2 luglio 2012
Comunicato Azione Cattolica Diocesi di Cefalù