RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Il...profumo di Cefalù
- Cefalù,
- Speciali,
- Redazione
Abbiamo ricevuto una lettera da una turista e ci limitiamo senza commenti a pubblicarla integralmente.
Arrivi in paese per sfuggire al degrado delle grandi città e per prenderti una meritata pausa dopo un anno di duro lavoro.
Finalmente Sicilia!
I tuoi amici ti hanno descritto tutto di questa regione.
Sai dei magnifici paesaggi, del patrimonio artistico mozzafiato e delle fragranze che cambiano ad ogni viuzza… l’odore frizzante del mare, quello dolce dei baretti aperti fino a notte fonda, quello fresco dei fruttivendoli che colgono la frutta genuina di campagna…
Per godere di questo hai scelto di andare a Cefalù, perla del Mediterraneo.
Subito dopo aver posato le valigie vai subito a fare una passeggiata per accarezzare il tuo olfatto danneggiato dallo smog.
Prima strada (sicuramente è un caso), seconda via (mi sbaglio di certo), terzo vicolo ( è proprio così!) : sento olezzo di spazzatura.
E’ mai possibile che in una città meta tra le più importanti del turismo italiano, la seconda in Sicilia, un viaggiatore debba respirare il tanfo dell’immondizia e non possa godersi l’aroma spumeggiante che potrebbe invece volentieri gustare?
Cefalù sta facendo passi da gigante per quanto riguarda la pulizia, è lampante ma questi sono particolari che non si possono trascurare.
Un turista sdegnato dal puzzo non torna!
Negli anni ’80 tutte le notti, specialmente quelle estive, veniva pulito, disinfettato e “profumato” ogni angolo della città: un furgoncino passava, a tarda ora, per le strade “spruzzando” acqua e disinfettante.
Perché non fare così?
Perché non inventarsi nuovi modi?
Perché non essere più assidui e rigidi sulla raccolta differenziata?
Un dispendio economico per il comune e uno sforzo per noi ma, sicuramente, un vantaggio per tutti.
Victoria Bonarelli