QUALCHE CHIARIMENTO SUL TRASFERIMENTO DI PADRE MORMINO IMPOSTO E NON CONCORDATO
- Cefalù,
- Attualità,
- Redazione
In relazione all’articolo pubblicato in data di ieri 29/06/2012 su Cefalunews, dal titolo “Don Salvatore Mormino lascia la parrocchia della Cattedrale”, quale gruppo di fedeli e genitori di bambini e ragazzi che frequentano la Cattedrale e l’Azione Cattolica della medesima parrocchia, e ne seguono e animano le varie attività, sentiamo doveroso intervenire pubblicamente per puntualizzare quanto segue.
Già in data 01/06/2012, dopo avere appreso le indiscrezioni secondo le quali il Vescovo si sarebbe apprestato a trasferire Padre Mormino, ci siamo preoccupati di manifestare il nostro dissenso, assumendo l’iniziativa di predisporre la lettera che alleghiamo, sottoscritta per solidarietà da ben 255 persone.
Il Vescovo non ha inteso neppure incontrare una nostra delegazione ed è stato solo possibile consegnare la lettera, perché gliela facesse avere, a Mons. Sebastiano Scelsi.
Negli stessi giorni ci risulta per certo che anche il Presidente ed i responsabili dei vari settori dell’Associazione Cattolica Cattedrale, in rappresentanza dei ben 170 iscritti, hanno indirizzato altra missiva al Vescovo, per manifestare identico dissenso.
Nessuna risposta è stata data alle nostre più che legittime rimostranze e, ci risulta, neppure a quelle dell’Azione Cattolica.
Qualche giorno addietro abbiamo appreso che il Vescovo ha verbalmente comunicato a Padre Mormino la sua decisione di trasferirlo ad altra sede.
Apprendiamo, pure, che altri numerosi avvicendamenti stanno avvenendo nelle parrocchie della Diocesi, senza che sia dato comprendere le ragioni pastorali che starebbero alla base di simili provvedimenti.
Infine ieri sera, in Cattedrale, in occasione dell’ordinazione di un Diacono della comunità di Polizzi Generosa, nella quasi totale assenza di fedeli cefaludesi, il Vescovo ha ufficialmente annunziato il trasferimento di Padre Mormino e, poi, su Cefalunews è stato pubblicato l’articolo secondo il quale gli avvicendamenti sarebbero sempre concordati con gli interessati, addirittura alcuni mesi prima dell’annuncio ufficiale, ragion per cui, stando al commento di un non meglio individuato sacerdote, le contestazioni dei fedeli risultano sterili.
Tutto ciò ci impone di insorgere per rimarcare il nostro disappunto e chiediamo la pubblicazione della presente nota e dell’allegata nostra lettera dell’1 giugno diretta al Vescovo, al fine di contestare fermamente l’assunto secondo cui, nella specie, si sarebbe trattato di avvicendamento concordato.
La circostanza, infatti, non risponde assolutamente al vero, e ciò ci risulta direttamente e per certo, senza alcun tema di smentita, per quanto riguarda Padre Mormino.
Analogamente, per quanto riguarda altri parroci, ci risulta indirettamente che si è trattato di trasferimenti imposti e giammai minimamente concordati.
Quello che intendiamo sottolineare ulteriormente, rispetto a quanto evidenziato nell’allegata lettera dell’1 giugno, è il nostro fermo disappunto e la nostra delusione per l’assoluta mancata considerazione delle istanze dei fedeli laici, che costituiscono il corpo vivo della Chiesa.
La Chiesa siamo noi popolo (prima che le Autorità e le gerarchie ecclesiali), ed abbiamo diritto di essere ascoltati da chi la governa, affinché si tengano nel debito conto le nostre istanze.
Nella specie, invece, ci siamo trovati di fronte ad un muro di gomma, per cui la vicenda appare connotata da assenza di umanità e sensibilità.
Le contestazioni dei fedeli risultano sterili non perché si tratta di avvicendamento concordato con l’interessato, ma semplicemente perché è stata ignorata e soffocata la voce dei fedeli, che a questo punto dobbiamo ritenere solo buoni ed utili per fare coreografia e null’altro.
La tanto decantata partecipazione dei laici alla vita della Chiesa si riduce così ad una semplice e vuota affermazione verbale, priva di qualsiasi vero contenuto, in quanto chi ne aveva il potere lo ha esercitato secondo le sue insindacabili ed imperscrutabili volontà, senza neppure accettare la richiesta di dialogo.
Non si venga a dire, però, né per giustificare il diniego di dialogo e confronto con la comunità, né per scrollarsi di dosso l’esclusiva paternità delle proprie decisioni, che si tratta di avvicendamento concordato con l’interessato, perché ciò non risponde al vero, in quanto il trasferimento di Padre Mormino, lo ribadiamo, è imposto d’imperio e non già concordato.
Questo trasferimento addolora Lui, che viene privato della comunità, Sua vera famiglia, nella quale ha vissuto per ben oltre quarant’anni, di cui 38 da sacerdote, durante i quali per 23 anni è stato segretario di tre Vescovi, e per 16 anni parroco della Cattedrale, e addolora i fedeli, soprattutto i più piccoli che Lui ha visto nascere e con Lui stanno crescendo, privandoli del Padre spirituale.
Non comprendiamo le arcane ragioni per le quali avviene tutto ciò, ma non possiamo ulteriormente accettare che le nostre legittime istanze di partecipazione e dialogo, del tutto ignorate, siano per di più pubblicamente tacciate di sterilità, a mente del commento pubblicato su Cefalunews, sull’assunto non veritiero che i trasferimenti sarebbero sempre concordati con gli interessati.
Sarebbe il caso che tutti “gli interessati” fossero intervistati per sapere se così sia stato o meno, perché nel caso di Padre Mormino, lo ribadiamo, ci risulta per certo il contrario.
Pertanto, per ristabilire la verità, ossia che si tratta di trasferimento imposto e giammai concordato, abbiamo ritenuto doveroso e giusto formulare la presente nota, ed allegare la lettera dell’1 giugno, chiedendone la pubblicazione.
Grazie, a nome del numeroso gruppo di sottoscrittori.
IN ALLEGATO LA LETTERA INVIATA AL VESCOVO