LA FLAI-CGIL MADONIE PRESENTE AL RACCOLTO DELLA LEGALITÀ NEL FEUDO VERBUMCAUDO

Nella giornata di lunedì 25 giugno è iniziata la mietitura del grano seminato, prima semina dopo la confisca, nel feudo Verbumcaudo di Polizzi Generosa. Feudo che, anche grazie all’impegno della Cgil che promosse nel 2010 una occupazione simbolica alla presenza di Susanna Camusso e di Stefania Crogi, è stato confiscato e definitivamente restituito alla collettività madonita.
Erano presenti, fra gli altri, don Luigi Ciotti in rappresentanza dell’associazione Libera, il commissario dell’Agenzia dei beni confiscati alla mafia prefetto Caruso, il prefetto di Palermo Postiglione, il segretario della Flai-Cgil Sicilia Totò Tripi, il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà, il senatore Beppe Lumia componente della Commissione parlamentare antimafia, il presidente della Commissione regionale antimafia Lillo Speziale, il presidente di turno del Consorzio Sviluppo e Legalità del Corleonese e dello Jato oltre che alcuni sindaci madoniti.
«Il raccolto della legalità è un evento simbolico di portata straordinaria – afferma Vincenzo Capuana, responsabile della Flai-Cgil Madonie –, ma che deve rappresentare l’ordinarietà in quanto alla gestione di beni confiscati e sequestrati. Gestione dei beni che sia in fase di confisca ma anche in fase di sequestro, e c’è una carenza legislativa in riferimento a quest’ultima, deve adempiere ad una utilità sociale  in merito alla salvaguardia dei posti di lavoro, del rispetto dei contratti e delle tutele. Se si considera il fatto che  “la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica  e privata possa esser indirizzata e coordinata a fini sociali” (comma 3 art. 41 Costituzione) ancor di più, questa rilevanza sociale, deve essere la finalità nella gestione di beni confiscati e sequestrati per affermare, univocamente,  la convenienza della legalità.  La speranza è quella che già dal prossimo anno possa essere costituito il Consorzio dei Comuni Madoniti per lo sviluppo e la legalità e che siano dei giovani madoniti, associati in cooperativa, a gestire le fasi colturali nel feudo e in altre aziende agricole che si trovino nelle medesime condizioni».