OLTRE 100 PELLEGRINI STAMATTINA IN PREGHIERA VERSO IL PRODIGIOSO QUADRO DI SAN MICHELE

Più di un centinaio di persone stamane si è recato in preghiera alle pendici di Mont’Alto, a circa 1300 metri di altitudine, innanzi la teca in legno con l’immagine raffigurante San Michele Arcangelo.

Un gruppo di fedeli, provenienti dal palermitano, Bagheria, Ficarazzi e da alcuni paesi del messinese, recatisi di buon ora a Petralia Sottana, hanno preso parte alla celebrazione eucaristica domenicale, presieduta da don Santino Scileppi, e che settimanalmente si svolge nella piccola cappella di San Giuseppe di Campagna. Nella chiesa gremita di fedeli,dopo la liturgia eucaristica il proprietario del quadro di San Michele, a cui l’arcangelo si è manifestato in sogno, ha letto alcune righe dettate in sogno dall’Arcangelo, circa dieci giorni addietro e poi, tra i presenti si è alzata una donna, che commossa tra le lacrime ha portato la sua testimonianza di un piccolo segnale della presenza di Dio, per intercessione di San Michele, di un suo caro, da alcune settimane allettato e in coma, a cui è stata versata addosso l’acqua proveniente da quella fonte ai piedi del quadro di San Michele, poiché l’ammalato, intubato, è impossibilitato a bere. Alcuni giorni dopo, dopo aver pregato l’arcangelo S. Michele, ha avuto notizia di una lieve ripresa del suo caro parente malato anche se attualmente è ancora ricoverato. Un piccolo segnale di ripresa che la devota ascrive a una forza soprannaturale e divina.

Dopo la liturgia con le auto i pellegrini si sono diretti all’edicola votiva percorrendo la strada che da contrada Pedagaggi conduce in località Vaccaro. Là, dove un tempo sorgevano numerosi ricoveri dei pastori, molti hanno lasciato la propria vettura e si nono diretti verso la fonte dove è stato collocato il quadro. Sotto un sole cocente, in preghiera giovani e anziani, recitando il SS.mo Rosario, si sono diretti in preghiera lungo la mulattiera, che s’inerpica verso la fonte, in località Cedda, e che si congiunge all’antico sentiero dei pellegrini percorso dai devoti della Madonna dell’Alto. 

Accanto l’immagine raffigurante S. Michele c’è scolpito nel legno il dettato fatto, in tre volte nei ripetuti sogni, da San Michele a Salvo Valenti  (nella foto accanto) e di cui riportiamo un passaggio importante: …In seguito per volere dell’Onnipotente, mi porterete sulla montagna dove è stato stabilito e mi porrete sul ruscello di acqua pura e chiunque di voi verrà in preghiera, fede e pentimento potrà bere l’acqua, perché solo da essa si rinasce a nuova vita….”.

Dal 13 maggio, giorno in cui è stato collocato il quadro, già molta gente del si è recata sul posto a pregare e chiedere all’arcangelo S. Michele l’intercessione per una grazia o esprimere la propria gratitudine per un prodigio ricevuto. In sogno l’Arcangelo Michele ha altresì raccomandato Salvatore di pregare in quel sito almeno due volte l’anno: la seconda domenica di maggio, in preghiera per la Madre Celeste, e il 29 settembre giorno della festa degli arcangeli del Signore. Nei prossimi giorni, don Santino Scileppi, che ha già informato dell’evento prodigioso Vescovo della Diocesi, S. E. Mons. Vincenzo Manzella, sarà ricevuto in udienza a Cefalù per testimoniare e raccontare dell’avvenimento di fede che ha mobilitato e, sicuramente continuerà a muovere, un gran numero di fedeli. Ma come accade in questi casi la Chiesa, può invitare i cristiani a pregare, ma è sempre molto cauta nell’annuncio di avvenimenti prodigiosi.

Dopo la notizia del quadro si è messa in moto pure una squadra di volontari che sta operando, anche con un supporto economico della locale BCC, per sistemare e riqualificare l’area e renderla più accogliente ai visitatori. Tra le eventualità c’è il recupero di vecchi ruderi un tempo ricoveri dei pastori che, in quel luogo avevano i loro marcati e tenevano il proprio gregge.

Certo le condizioni della viabilità non sono ottimali, poiché trattasi della carreggiata è dissestata soprattutto nella parte finale del tracciato che pare essere di competenza della provincia regionale di Palermo. Qui a stento le vetture riescono a transitare perché l’asfalto, ormai deteriorato dalle intemperie, ha lasciato spazio ai sassi e alla roccia affiorante.   

 
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