Governano uomini sempre più piccoli

Oggi la Commissione Sanità ha ricevuto il Sindaco di Cefalù e quelli di altri Comuni interessati alla vicenda dell'Ospedale di Cefalù.

Erano assenti il noto Cirillo (a destra nella foto), perché in Burundi, da dove purtroppo tornerà; l'Assessore della Sanità, forse perché impegnato a parlare con gli avvocati, ai quali aveva dato incarico di presentare appello contro la decisione del TAR di sospendere il decreto, che stabiliva la chiusura del punto nascite di Cefalù. L'appello era stato presentato ieri e forse l'Assessore non se la sentiva di mentire spudoratamente, dichiarando che per l'Ospedale di Cefalù non c'erano problemi e che anzi per esso si preparavano giorni di rilancio. Non se la sentiva, perché avrebbe dovuto ammettere ch'egli con rilancio intendeva la chiusura di interi reparti. Un'ammissione che avrebbe rappresentato il suo fallimento politico, il suo e quello del Governo Lombardo.

Erano presenti i deputatini della Commissione, alcuni dirigenti dell'Assessorato e nostri solerti Sindaci, che farebbero bene a sollecitare una class action o qualcosa di più proficuo dei loro incontri con una classe politica ormai incapace non soltanto di dare risposte ai problemi veri dei cittadini, ma persino incapace di percepirli e di comprenderli.

Con simili presenze e con simili assenze non poteva che venir fuori un rinvio. A quanto pare a due settimane, nella speranza che ne seguano altri, per arrivare con un nulla di fatto alle elezioni di ottobre.

Hanno deciso di non decidere!

Che cosa accadrebbe se il loro esempio fosse seguito da quei chirurghi, che anche all'Ospedale di Cefalù devono decidere che cosa fare di fronte al paziente? E che cosa ne sarebbe di essi, se alle prossime elezioni decidessimo di non decidere, di non votare?