Il Male oscuro di 'DonLappanio' ha assalito, a distanza di tre anni, anche 'Laltracefalu'
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Nato con lo slogan del “metterci la faccia”, il blog - divenuto ormai familiare ai cefaludesi - ha subito, nel breve volgere di quest’anno, la peggiore delle metamorfosi; al punto dall’esservi, dal 31 maggio 2012, del tutto “Occultata” la Gestione.
Già da tempo, la effettiva “gestione-amministrazione” non coincideva con quanto si potesse intendere.
Di recente poi alcuni episodi di “discrezionalità” nelle pubblicazioni (del tutto nuova per la storia e le caratteristiche native del Sito) hanno indotto i collaboratori storici, quali: Gianfranco D’Anna, Angelo Sciortino, Saro Di Paola, Salvatore Culotta, Pino Lo Presti e il giovane Stephen D’Avola, a sospendere i loro contributi, in attesa di condizioni che potessero meglio garantire la trasparenza della Amministrazione e dunque l’individuazione delle responsabilità nelle scelte.
Ma, passati pochi giorni, sono, siamo stati tutti “licenziati” in blocco senza spiegazioni e preavviso!
Claudio Pepoli, un’altro dei maggiori collaboratori, già per suo conto alcune settimane fa aveva del tutto chiuso ogni rapporto col Sito in conseguenza di un comportamento certamente ingeneroso della “Amministrazione” (o Staff) nei suoi confronti.
Da persona che senza dubbio ha maggiormente contribuito alla nascita ed alla crescita de Laltracefau, che certamente - per essa - vi ha maggiormente “messo la faccia”, dichiaro oggi ai miei lettori che Laltracefalu nata il 10 novembre 2009 è morta, non ricorrendo più nell’attuale blog con questo nome le seguenti caratteristiche fondanti:
1- la certezza della identità di chi Amministra il sito
2- la centralità delle notizie, discussioni ed argomenti riguardanti Cefalù e i cefalutani
3- la non discrezionalità nella pubblicazione dei contenuti inviati dagli utenti.
Un grave danno per la Informazione cefaludese la cui responsabilità va al titolare del Sito che ha preferito rinunciare a chi ne laltracefalù ci ha messo la passione e “la propria faccia” pur di non fare un passo indietro nella “proprietà”, a suo tempo peraltro acquisita in maniera perlomeno discutibile.
Pino Lo Presti