PALERMO : CARABINIERI ARRESTANO DUE LADRI 'IN FAMIGLIA'
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L’arresto di LOMBARDO Maria Concetta (a Sinistra) nata a Palermo, classe 1990 e FERRANTE Salvatore (a destra) nato a Palermo, classe 1984 costituisce l’epilogo di una complessa indagine condotta dai militari del Nucleo Operativo, coordinati dal P.M. della Procura di Palermo, dott.ssa Ilaria DE SOMMA. L’attività investigativa prende vita il 26.05.2011, durante una perquisizione volta alla ricerca di droga operata nell’abitazione del FERRANTE, all’epoca detenuto agli arresti domiciliari. I militari, oltre al rinvenimento di 50 gr. circa di hashish, ritrovavano sotto il letto del pregiudicato, una distinta di pagamento, intestata ad altro soggetto, di cui lo stesso non riusciva a fornire convincenti spiegazioni. Al termine della perquisizione, i militari, in procinto di abbandonare lo stabile assieme all’arrestato, notavano, abbandonato in un angolo del cortile, un armadietto metallico di colore rosso, vuoto e con evidenti segni di effrazione. Le due circostanze, unite all’atteggiamento nervoso e impaurito dinanzi al rinvenimento della distinta e della cassaforte, insospettivano i Carabinieri, decisi a far luce sui contorni della vicenda. Di seguito, i militari procedevano al controllo di tutte le segnalazioni di furti e rapine perpetrate a Palermo nei giorni precedenti, ove fossero state rubate casseforti. Difatti, l’analisi dei dati permetteva di individuare un furto in abitazione, patito da altro soggetto e dalla figlia di quest’ultimo, in data 25.05.2011, fra le ore 21.30 e le ore 23.30, i quali, prontamente convocati, riconoscevano l’armadietto blindato asportato e la distinta di pagamento che doveva essere custodita all’interno. Gli stessi, in sede di denuncia, affermavano che al momento del furto si trovavano al di fuori dell’abitazione e che la cassaforte contenesse documenti, assegni, libretto postale, bancomat, denaro contanti per un ammontare di circa 1.800,00 euro, e un ingente quantitativo di monili in oro, per un peso complessivo di 1,5 kg circa. Il coinvolgimento del FERRANTE nella vicenda del furto appariva pertanto evidente. I militari dovevano quindi procedere all’individuazione di eventuali complici. Il sopralluogo effettuato presso l’abitazione delle vittime, in Corso dei Mille, aveva permesso di appurare la mancanza di segni di effrazione o di scasso a porte e finestre: i malviventi erano quindi entrati, come fossero a casa propria, con le chiavi. Gli accertamenti successivi miravano a riscontrare eventuali relazioni del FERRANTE con membri della famiglia danneggiata. L’analisi dei tabulati telefonici consentivano di attestare una fitta relazione tra il FERRANTE e tale LOMBARDO Maria Concetta, nipote delle vittime e abitante nello stesso stabile. In particolare, nell’arco temporale in cui era stato perpetrato il furto, durante il quale il telefono cellulare del FERRANTE veniva localizzato in prossimità dell’abitazione di Corso dei Mille (nonostante fosse agli arresti domiciliari in via Gino Funaioli), gli investigatori riscontravano numerosissimi contatti telefonici tra i due. Inoltre, come riferito dai famigliari della LOMBARDO, la sera del furto erano stati invitati dalla ragazza, con insolita insistenza, a trascorre la serata al Bingo, presso cui era dipendente. Sulla scorta degli elementi acquisiti e delle dichiarazioni contrastanti e mendaci rese dai due complici, gli stessi venivano segnalati all’Autorità Giudiziaria.
Quel furto aveva segnato i rapporti all’interno del nucleo famigliare e il sospetto di reità aleggiava fra i suoi componenti. Le vittime erano state derubate degli affetti, più che dei monili in oro.