OLTRE L'ELEZIONE
- Cefalù,
- Speciali,
- Redazione
Del motivo per cui questa battaglia ideologica è stata combattuta si è già parlato in abbondanza.
Che i tempi fossero cambiati non era di difficile previsione e ne abbiamo avuto contezza in tutta Italia.
Ci sono alcuni aspetti che vanno detti e sui quali la maggioranza degli osservatori non si sofferma.
1) Croci ha perduto perché le liste che lo appoggiavano hanno privilegiato il loro voto personale all’appoggio concreto al sindaco. Le liste di appoggio a Croci hanno totalizzato un numero di voti enormemente superiore ai voti del candidato sindaco (36% a 27%) superiore anche alle liste di appoggio a Lapunzina (34%)
2) Dire che i voti di Sgarbi, se non ci fosse stato, sarebbero stati inglobati direttamente da Croci equivale a non sapere di politica. Sarebbe come dire che se Grillo e il suo Movimento 5 stelle non fossero stati presenti alle elezioni i voti sarebbero andati ai partiti tradizionali. Non è così. Infatti chi ha votato per Sgarbi era in palese disaccordo col Pdl e la “non presenza” di Sgarbi avrebbe, caso mai, reso ancora più schiacciante la vittoria di Lapunzina. L’assenza di Sgarbi avrebbe determinato il superamento della quota del 40% da parte di Lapunzina con conseguente maggioranza assoluta in Consiglio. In questa situazione, al contrario, il centro destra ha comunque la possibilità di determinare scelte e direzioni altrimenti impossibili.
A proposito del secondo punto è fondamentale sottolineare ai Consiglieri di centro-destra di ogni schieramento che i voti che hanno conseguito sono alternativi a Lapunzina e non cumulativi.
Essi possono essere cumulativi solo in funzione di scelte condivisibili e non certo per perseguire una spaccatura che avrebbe effetti devastanti per la città e l’intera coalizione.
E’ utile ricordare a tutti, infatti, che chi ha votato Sgarbi o Croci lo ha fatto per una diversa visione delle cose. Sotto questo aspetto chi ha votato Sgarbi ha già vinto la sua battaglia e questa deve considerarsi conclusa.
Perseverarla in Consiglio Comunale sarebbe, oltre che un suicidio politico, un tradimento dell’elettore che, come sappiamo, ha votato questi consiglieri in opposizione a Lapunzina.
Cosi come tutti noi abbiamo sempre condannato l’incoerenza dei vecchi amministratori che cambiavano casacca, così dobbiamo vigilare affinchè non lo facciano i nuovi.
Non è necessario che scoppi l’amore.
Essi possono benissimo continuare a insultarsi e a odiarsi se lo ritengono proprio necessario.
L’importante è che siano compatti nel dare al Consiglio quell’impronta di centro-destra che il risultato elettorale lascia intravedere.
Altrimenti è notte fonda.
Un ultimo appunto lo vorrei dedicare al signor Sciortino che nel suo, in parte condivisibile, articolo parla di liberazione dal “giurassico”.
Non c’è ombra di dubbio che di “giurassicismo” si sono contaminati anche i duri e puri del PD, quando hanno deciso di imbarcare i loro nemici storici di decenni. Non si lasci condizionare anche lui, uomo notoriamente colto e lucido, dal diverso metro di giudizio secondo cui se cambiano idea i nostri avversari politici si definisce “incoerenza”, mentre se l’incoerenza appartiene al nostro schieramento si chiama “giusto ripensamento”.
Claudio Barbera