ECOMULO2, un passato per un futuro.

In questo momento di crisi che sta soffocando tutta l’Italia, prendono vita proposte svolte per dar slancio all’economia e far prendere una bella boccata d’aria al nostro Paese, con la determinazione, più che la speranza, di risollevare ogni singola comunità, ogni singolo cittadino. E’ il caso dell’iniziativa “Ecomulo2”, un viaggio-protesta partito giorno 1 Maggio da Portella della Ginestra per arrivare al Palazzo del Quirinale, ultima tappa in cui avverrà l’incontro con il presidente della Repubblica. L’itinerario durerà all’incirca quaranta giorni e si svilupperà nelle regioni di Sicilia, Calabria, Campania e Lazio. I protagonisti della spedizione sono Federico Bruno, già autore del progetto Ecomulo dell’anno scorso, e Mirko Adamo, musicista e compagno di questa contestazione pacifica. Particolarità dell’iniziativa è il mezzo di trasporto adottato dai due messaggeri, da cui prende il nome il piano di dissenso: il mulo. Essi infatti affronteranno l’intero percorso in sella a due muli, che, come naturalisti ed animalisti, adopereranno solo poche ore al giorno, procedendo a piedi e lasciandoli riposare soprattutto nelle ore di maggiore caldo.
“Il progetto” - dice Mirko Adamo - “è un messaggio simbolico, un documento di protesta da portare al Quirinale, sede delle maggiori istituzioni, per far sentire i problemi del Sud Italia. I valori che ci portiamo dietro sono l’eco sostenibilità e la legalità, correlati alla nostra terra, la Sicilia. Il nostro intento è quello di rappresentare la memoria storica rurale siciliana e riportare la società a guardare la terra, la natura, a vivere con i vecchi meriti legati ai sacrifici e al contatto con l’ambiente”.
Sempre Adamo: “L’itinerario toccherà centotrentasei comuni, non grandi città, proprio per esporre ed impersonare quelle comunità che portano avanti un’economia dedita all’agricoltura e all’allevamento. Durante il nostro viaggio passeremo per le regioni con il più alto numero di lavoratori nel settore agricolo, che stanno attraversando, come tutti in questo periodo, molte difficoltà. Attraverseremo nove parchi regionali e quattro nazionali, proprio per dare luce al paesaggio e alla cultura. E’ un impulso per migliorare il turismo meridionale, l’economia di ogni singola regione e il settore lavorativo in crisi.
Lo viviamo come una sorta di documentario, un reportage dei singoli agricoltori. Durante il viaggio infatti chiederemo loro cosa si aspettano dallo Stato, di cosa avrebbero bisogno per reagire, quali interventi singoli sarebbero efficaci. Ci caricheremo dei loro desideri e li porteremo fino al capo dello Stato.
Proprio il mulo è stata una scelta mirata per questa protesta silenziosa, perché simboleggia la caparbietà, la testardaggine, il lavoro duro, le armi che adotteremo per questo progetto, e che faremo nostre e professeremo alla gente che incontreremo, punti essenziali per superare l’attuale disagio”.