DOMENICA 29 APRILE, LE RELIQUIE DI SAN BARTOLOMEO A GERACI
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Parte delle reliquie di San Bartolomeo Apostolo di Lipari (nella foto accanto), saranno trasportate ad Ustica e in serata arriveranno a Geraci. La manifestazione è stata organizzata dai tre comuni che condividono il culto di San Bartolomeo: Lipari, Ustica e Geraci Siculo.
Domenica 29 aprile alle ore 09.30 l’Amministrazione Comunale, il Pres. del Consiglio e una delegazione della Confraternita di San Bartolomeo saranno presenti alle celebrazioni organizzate dal Comune di Ustica, l’arrivo e l’accoglienza a Geraci è prevista per le ore 18.00 in Piazza San Bartolo nella Chiesa del Santo Patrono, a seguire un corteo fino alla Chiesa di Santa Maria La Porta, dove, in concomitanza con l’ottavario del SS. Crocifisso, alle ore 20.00, sarà celebrata la Santa Messa.
Il culto di San Bartolomeo, venerato patrono di Geraci, è presumibile che tragga origine dagli stretti rapporti economici e culturali tra i signori di Geraci e la chiesa di Lipari (congiunta con Patti in un unico vescovato); all’Apostolo era infatti intitolata l’abbazia dell’isola eoliana, dove secondo la tradizione nel 255 erano state traslate le spoglie del Santo.
Sull’esempio della dinastia normanna, i cui esponenti furono prodighi nel concedere beni e rendite a chiese e vescovati, nel 1094 anche il signore di Geraci, Ruggero di Barnavilla, donò ad Ambrogio, primo abate del monastero benedettino di San Bartolomeo a Lipari, la chiesa della Trinità a Geraci con le sue proprietà (terreni, vigneti, decime) e sei servi, come attesta un diploma: «Rogerius de Barnavilla, assentiente Eliusa uxore dedit […] interritorio Giracii in Sicilia Ecclesiam Sanctae Trinitatis cum terris, vineis, et sex villanis».
Qualche anno dopo Ruggero di Barnavilla prese parte alla prima crociata e morì in Terrasanta, combattendo alle porte di Antiochia, nel 1098.
Successivamente Geraci passò a Ugo di Craon, che al fine di rendere più compatto il vasto territorio di pertinenza attorno al borgo abitato, permutò alcuni beni con l’abate di Lipari Ambrogio: egli diede 10 villani con tutti i loro possedimenti nel casale di Sichro (da cui nei secoli successivi si
svilupperà Castelbuono), ricevendone in cambio altrettanti a Geraci.
Inoltre, anche la reliquia di San Bartolomeo un tempo custodita nel pregiato reliquiario trecentesco della chiesa Madre, è presumibile che sia giunta a Geraci proprio tramite i vescovi di Lipari-Patti.
(Le notizie sono tratte dal volume promosso dal Comune di Geraci Siculo: Giuseppe Antista, Architettura e arte a Geraci (XI – XVI secolo), Geraci Siculo-San Martino delle Scale 2009, pp. 14-16).
(http://geracinews.org)