SERVZIO STRAORDINARIO DI CONTROLLO DEL TERRITORIO RELATIVO ALL’USO DEL CASCO

I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno attuato un servizio straordinario per prevenire e reprimere le condotte di motociclisti che violano le norme del Codice della Strada.

Il piano straordinario disposto dal Generale Teo LUZI, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Palermo, ha visto impiegati i militari del Nucleo Radiomobile di Palermo e le Stazioni del capoluogo e della Provincia dislocati su tutto il territorio e con maggiore intensità nelle aree maggiormente frequentate dai giovani.

I servizi hanno previsto l’impiego di Carabinieri che hanno pattugliato le strade della città e della provincia, effettuando specifici controlli finalizzati a garantire la sicurezza sulle strade ed in particolare per sensibilizzare i cittadini ad utilizzare il casco protettivo.

E’ accertato, che il corretto uso del casco ha salvato tante giovani vite ed è per questa ragione che è entrata in vigore la cosiddetta “Legge Casco”.

Troppo spesso, infatti, esiste la convinzione che serva solo alle alte velocità, in realtà il suo compito lo svolge al meglio nei centri abitati quando la velocità è meno elevata.

Purtroppo, nonostante le varie campagne di sensibilizzazione, numerosissimi sono i giovani che trasgrediscono e talvolta questa mancanza non ha come conseguenza solo una contravvenzione.

Le giustificazioni addotte dai contravventori sono le più svariate: hanno dimenticato il casco a casa, non lo indossano per non rovinarsi la capigliatura o perché sentono caldo.

Durante il servizio i Carabinieri hanno controllato su tutta la Provincia 50 soggetti ed  hanno elevato 21 contravvenzioni ai sensi dell’art. 171 comma 1° e 2° del C.d.S. (mancato uso del casco) che prevede il fermo amministrativo dei motocicli/ciclomotori per la durata di 60 giorni e la sanzione amministrativa da 74  a 299 euro.

Si rammenta che la norma fa riferimento all’uso di caschi omologati e che chiunque non ne indossi uno con le caratteristiche previste dalla legge incorre comunque nella sanzione. Infatti 5 giovani sono stati sanzionati poiché indossavano il casco che tuttavia non era omologato.

Nello specifico, si è potuto evidenziare che la fascia di età dei trasgressori, va dai 14 ai 30 e 55 anni con maggiore incidenza tra i 16enni e 26enni, in maggiore numero sono uomini con un 85% rispetto alle donne con una percentuale d’incidenza del 15% .

Ancora, tra i trasgressori maggiorenni e minorenni prevalgono i primi.

Durante l’attività di controllo i militari hanno provveduto altresì alla verifica delle targhe dei ciclomotori 50 cc. Infatti con l’entrata in vigore del Decreto Legge del 02 febbraio 2011 tutti i ciclomotori immessi in circolazione anteriormente alla data del 14 luglio 2006 e quindi dotati del cosiddetto “targhino” e del certificato di idoneità tecnica, dovranno obbligatoriamente provvedere alla sostituzione con la nuova targa quadrata ed il nuovo certificato di circolazione; i trasgressori saranno puniti con una sanzione da 389 a 1559 euro.

Nella circostanza i militari hanno sanzionato 15 giovani, a bordo di ciclomotori che non avevano sostituito la vecchia targa con la nuova. 

L’attività di prevenzione e repressione nello specifico settore continuerà anche nei prossimi week-end, nei pressi di luoghi di ritrovo di giovani, scuole, pub e pubbliche piazze, i servizi in  particolare saranno rafforzati per tutta la stagione estiva presso le mete balneari, dove si sono registrati i più considerevoli casi  di violazioni al codice della strada da parte di centauri, per la maggior parte giovani.

L’uso scorretto del casco, corrisponde anche per i seguenti casi accertati:

·         indossare il casco senza essere allacciato perfettamente e in sicurezza;

·         trasportare il casco sotto il sellino;

·         non meno, il casco portato al braccio o tenuto fra i piedi.