Vittorio Sgarbi: quando due scarpe non bastano

La nostra cittadina ormai da sei mesi è in fermento in vista delle prossime amministrative. Dai primi di dicembre, tra i tanti nomi di possibili candidati sindaco si è fatto largo quello di Vittorio Sgarbi. Il personaggio ovviamente è noto a tutti. Famoso critico d’arte, vanta collaborazioni universitarie, passato come assessore nella giunta Moratti e non solo. Su una cosa soprattutto non c’è dubbio: è uno di quei personaggi che o lo odi o lo ami, di certo non lascia indifferente. Com’era prevedibile il nome ha suscitato una grande bagarre e gran parte del dibattito sulle amministrative è ruotato e ruota attorno alla sua persona. Analizziamo i fatti: come già detto la sua potenziale candidatura, è stata fonte di grande interesse ma anche di ostracizzazioni. Il critico d’arte di Ferrara è stato oggetto di una serrata corte per convincerlo a pronunciare il fatidico SI. Se da un lato i suoi sostenitori si muovevano per convincerlo a partecipare alla corsa per lo scranno, dall’altro si  organizzavano per creargli il giusto numero di consensi attorno. Un ruolo centrale l’ha giocato il dibattito sui social network, in particolare il gruppo di facebook <>, in cui i suoi sostenitori non hanno  lesinato sforzi. Intanto cosa faceva l’On Sgarbi?  Il 28 dicembre si lasciava corteggiare dall’elettorato agrigentino pensando su una sua candidatura supportato da una lista civica; il 7 gennaio si trovava a Cefalù per presentare il suo libro, occasione nella quale ha ventilato l’ipotesi di una candidatura per la nostra città. Intanto rimaneva primo cittadino di Salemi, salvo poi dimettersi ad un mese dallo scioglimento del comune per infiltrazione mafiosa, adducendo come ragioni che “La Sicilia è una terra senza speranza” e che “In Sicilia è impossibile fare il sindaco” ed infine “Troppi pericoli, torno al Nord.” Tant’è che il 7 di febbraio ha dichiarato al Fattoquotidiano di voler fare il sindaco a Parma. A fine febbraio valutava – in vista delle Politiche del 2013 – un posto al Senato della Repubblica.  Successivamente rifletteva su un’eventuale candidatura alle Tremiti – secondo quanto dichiarato dallo stesso Sgarbi il 12 marzo alla trasmissione “Un giorno da Pecora” di Radio2. Il 17 di questo mese faceva il suo ingresso trionfale a Cefalù, dove ha presentato il simbolo col quale correrà per le comunali cefaludesi, “Il partito della Rivoluzione”, formalizzando la sua candidatura. Sembrava tutto finito, con buona pace di chi ha osteggiato la sua candidatura ma invece il Vittorio nazionale stupisce ancora una volta tutti, affermando il 23 marzo su “il resto del Carlino” che “mi piacerebbe moltissimo fare il sindaco a Longiano, sarebbe una bellissima cosa e sarei contentissimo di arrivare in Romagna.”” E che “non è sicuro che accetti – la candidatura a Longiano – in quanto ha ancora delle cose da sistemare a Salemi e sono candidato a Cefalù, la cui proposta è arrivata prima, ma non ho ancora confermato”.
Dopo mesi di tira e molla, intanto non si è ancora visto uno straccio di programma politico, fatte salve le dichiarazioni dei suoi sostenitori. Aspettiamo il comizio di Domenica 25 marzo, sperando che faccia chiarezza, se non altro per rispetto nei confronti di chi lo ha sostenuto in questi mesi. Resta il fatto che la nostra cittadina  avrebbe bisogno di candidature  interessate e non mediatiche.


Davide Bellavia