Sgarbi si ritira?!

A pochi giorni dalla presentazione delle liste per l'elezione della nuova Amministrazione, il panorama comincia a farsi più chiaro e agli occhi dei cittadini si presenta con contorni più nitidi la figura di un mostro antidemocratico e illiberale, che da decenni opprime Cefalù. Un mostro dal quale sembra quasi impossibile liberarsi.

Intanto, non due, ma circa una decina sono i candidati per la carica di sindaco. Per fare qualcosa per Cefalù? Ne dubito fortemente. Molti di loro non sono l'espressione di una volontà popolare, ma il risultato di una lotta fra i partiti e nei partiti, che si servono di loro per misurarsi e soppesarsi, in modo da porre su altri tavoli di trattative i voti incassati a Cefalù. Ottenuta questa possibilità di dimostrare la loro forza, per ottenere qualcosa in più a livello più o meno confessabile, Cefalù sarà lasciata nuovamente al suo declino.

Ecco che il mostro comincia a mostrarsi: occhi rapaci e e becco adunco.

Il centro destra era partito con la candidatura Sgarbi, ma poi, quando Vicari e Micciché hanno raggiunto un accordo, la scelta del centro destra è caduta su Croci. Non avevano fatto i conti con la perseveranza di Sgarbi, che ha insistito e ha costretto il centro destra a spaccarsi su due candidature. Una situazione pericolosa, perché da questa spaccatura poteva nascere la causa di una sconfitta.

E questo nonostante entrambi gli “strateghi”, forti della loro astuzia, avessero chiamato a raccolta i loro seguaci, la cui schiera si era irrobustita grazie all'apporto dei cosiddetti giovani di Urbe-Città nuova. Ingannati e creduloni, costoro hanno visto nella ripetizione della bassa partitocrazia una novità, non considerando che le ambizioni hanno qualcosa di positivo, se messe al servizio di ideali, che invece cessano di essere tali, se messi al servizio delle ambizioni.

Due candidature, comunque, erano troppe. Forse è questa la ragione per cui, ieri sera, ci sarebbe stato un incontro a Roma tra gli strateghi e Sgarbi, per convincere quest'ultimo a ritirarsi dalla competizione.

Si sarebbe svolta una trattativa e sembra che essa si sia conclusa con la dichiarata disponibilità di Sgarbi. Se tutto questo si dimostrerà vero nei prossimi giorni, allora altrove, come sempre, si sono decise le sorti di Cefalù. Non più a Palermo, ma a Roma: un indiscutibile salto di qualità!

Nel centro destra, quindi, il duo Vicari-Micciché si è guadagnata la possibilità di dimostrare la sua forza senza ostacoli all'interno. Non molto diversa è la situazione in altri schieramenti. Si pensi, uno per tutti, il desiderio di Antinoro di dimostrarsi il più forte nell'UDC, grazie a una nuova candidatura, che non potrà ottenere altro risultato, se non quello di raccattare voti.

E Cefalù? I cittadini, soprattutto i giovani, si ritengano soddisfatti di essere ancora una volta strumenti per le ambizioni altrui. In fondo, qualche biscottino potranno procurarselo grazie a queste lotte intestine.