Il noto per l'ignoto...

Stanno accadendo cose straordinarie a Cefalù e, se vogliamo capirle, sarà il caso che studiamo un po'.

Si legge infatti, in un intervento di un giovane politico, il termine “ossimoro” e in un altro intervento un altro politico prontamente gli spiega l'etimologia del termine, come se volesse suggerirgli, dall'alto della sua sapienza, di usarlo più correttamente.

Se questo elevarsi culturalmente è l'effetto dell'arrivo di Sgarbi e di Croci, allora stendiamo loro un lungo e rosso tappeto per accoglierli degnamente. La loro presenza sta già cambiando la nostra società, al punto che il riconoscimento è già diffuso e così convinto, che alcuni di coloro che credevano di poter aspirare alla candidatura a sindaco hanno deciso di fare un passo indietro. Desiderosi di crescere, hanno deciso di restare più vicini a questi illustri portatori di cultura e si offrono come collaboratori, per il momento forse soltanto domestici, ma poi politici, quando saranno cresciuti.

Se le cose stanno così, allora i due candidati non sono, come li ha definiti il Sindaco uscente, colonizzatori, ma portatori di civiltà, come lo furono gli Europei quando andarono in Asia e in Africa.

D'altra parte ne è prova il fatto che Sgarbi, come novello Ulisse o Cristoforo Colombo, per sete di conoscenza lascia il noto per l'ignoto: il noto (Giam)Marinaro per l'Ignoto Marinaio. Anche Croci non gli è da meno, perché lascia la Capitale morale dell'Italia per questa landa deserta di cultura.

Non sarà facile, per costoro, raddrizzare il legno storto di questo popolo ignorante, ma sono certo che ci riusciranno. Non per nulla godono del sostegno di chi tentò di raddrizzarlo per dieci anni, non badando a spese, ma inutilmente. Questa persona, oggi, riconosce ai due candidati la forza e la capacità, che a lei mancarono, e affida a loro il compito di fare di Cefalù qualcosa di più di una “repubblica delle donne”: la repubblica delle lettere.

Sono certo che sapranno dividersi i compiti, per cui la loro non sarà una competizione, ma una sinergia (spero che qualcuno me ne spieghi l'etimologia) di intelligenze e di sapienze. Allora, non ci sarà più alcuna differenza tra Cefalù e l'Atene del V secolo A.C. o la Firenze del XV o la Vienna del Novecento.

Passeremo alla storia, finalmente!