PUBBLICATA L’ULTIMA OPERA DI MINÀ PALUMBO, MA SCOPPIANO LE POLEMICHE
- Castelbuono,
- Cultura,
- Giuseppe Spallino
«L’ultima sua idea editoriale era qualcosa di monumentale, un inno alla natura più bella della Sicilia. Enzo Sellerio aveva da tempo in cantiere di recuperare integralmente l’opera inedita di Francesco Minà Palumbo, naturalista siciliano dell’Ottocento, e adesso era arrivato al traguardo». Con queste parole viene presentata “L'iconografia della storia naturale delle Madonie”, una monumentale opera in quattro volumi con elegante cofanetto. Un’opera destinata a varcare i confini dell’Italia, grazie ai testi in inglese e alle 500 tavole a colori. Bisogna sfogliarle queste 1212 pagine per capire che l’opera magna del naturalista castelbuonese Minà Palumbo. L’opera è andata in stampa grazie ai contributi della famiglia Morici, discendente del naturalista, del Dipartimento di Scienze botaniche dell'Università degli Studi di Palermo, del Museo Naturalistico “Francesco Minà Palumbo” e della Regione Siciliana. Minà Palumbo aveva provato a stampare l’opera, ma presto si rese conto dell'enorme difficoltà, dovuta soprattutto ai costi. Infatti non si può dire che il costo dell’opera - 320 euro - sia alla portata di tutte le tasche.
Intanto è nato il mistero su paternità dell’opera. Ecco quanto è stato diramato: «Sellerio, come sempre, aveva chiesto il massimo scrupolo nella riproduzione degli acquerelli dello scienziato castelbuonese, aveva incaricato i botanici Francesco Maria Raimondo e Pietro Mazzola, anche loro madoniti, di curare l'edizione scientifica dell'opera». Parole che non sono piaciute al curatore Pietro Mazzola. La verità dei fatti sarebbe invece quanto ha scritto il presidente del Museo Civico Michele Spallino: «Nonostante la grande stima per Sellerio uomo e Sellerio casa editrice, è inaccettabile che “L’iconografia della storia naturale delle Madonie” venga fatta passare come una volontà testarda dell’editore (il quale avrebbe anche “incaricato i botanici Francesco Maria Raimondo e Pietro Mazzola”), quasi per mecenatismo… La magnifica opera ha per genitori soltanto il nostro Museo F. M. Palumbo e chi (sopra tra parentesi) ha dedicato anni per proiettare nell’esatta dimensione storica il grande naturalista castelbuonese».