MADONIE, LO SPORT IN RAPPORTO  CON L’AMBIENTE:SU E GIÙ PER LA QUACELLA

Un itinerario non deve essere soltanto veloce o divertente, ma deve anche essere sicuro da pericoli, almeno nei limiti dell’umana prevedibilità. L’esperienza aiuta notevolmente nella scelta di un percorso che combini sicurezza e soddisfazione. La fase di pianificazione dell’escursione non può fare a meno di uno studio accurato della cartografia della zona interessata. Una attenta lettura della carta permette di conoscere quali sono le zone a maggiore pendenza, le forme dei versanti, la presenza di superficie boscate o di balze rocciose ecc.. L'appuntamento è davanti al cancello demaniale della Quacella, zaino in spalla, tutti in fila come dei soldatini per vivere una emozionante escursione - Dopo un’attenta analisi di penetrometria in superfice, valutiamo-racconta Domenico Patti-  un’ottima resistenza tale che gli sci non affondano, e gli spigoli incidono da garantirci una discreta tenuta. Le condizioni meterologiche di ottima visibilità, ci permettono di attraversare in soli 4 ore, un passaggio di facile apparenza alle pendici dell’anfiteatro della Quacella, ostacolata da eventi  valanghivi, che sfiorano i 3 metri di altezza, un fenomeno surreale per le nostre zone, indice delle abbondanti nevicate e dell’inclinazione del versante al di sopra del limite di equilibrio della neve ( 27⁰ ≠ 30⁰ ), per poi risalire con gli “sci fondo escursionistici” un tratto insidioso a strapiombo nel “canalone dello scivolo”, proprio  accanto alla cresta del Monte Mufara, per poi riscenderlo. Il Maestro di sci Nordico Domenico Patti in compagnia del Maestro Gandolfo Polito,  Franco Marabeti , il Presidente della sez. Cai di Polizzi Generosa  Elio Picciuca e  Giuseppe Angelo Albanese. Solo i primi tre condividono  la scelta di arrivare in cima, “Sito” di una “balconata naturale” che ti permette di guardare più da vicino un paesaggio “Dolomitico”che ti lascia con il fiato in gola. Nonostante l’esperienza e la grande capacità di controllo degli attrezzi, viene meno lo sforzo fisico che mentale, per essere ripagati da una cornice paesaggistica unica nel suo genere, per ammirare gli angoli più affascinanti del Parco delle Madonie. Un modo sano per vivere la montagna in piena libertà e benessere fisico, ingredienti essenziali per promuovere un territorio di grande spessore naturalistico, in attesa di un piano di ammodernamento del settore turistico montano.