Il porto Presidiana capovolto da una burrasca

Una burrasca ha sommerso il porto di Presidiana, a Cefalù, la sera del 22 febbraio. Abbattutasi intorno alle ore 23, è proseguita durante la notte e per tutta la mattina seguente. Alcune barche sono affondate, altre sono rimaste danneggiate, non è rimasta traccia del distributore di benzina, gasolio e miscela. E tra i pescatori cefaludesi qualcuno corre il forte rischio di non poter continuare col proprio lavoro perché la barca è andata totalmente distrutta.I fatti della sera scorsa fanno urgenza, il porto di Cefalù necessita di essere completato. I lavori furono avviati nel 1951. Tra le maggiori carenze la mancanza di una sponda a proteggere il porto dai venti che soffiano da Levante. In caso contrario la burrasca avrebbe risparmiato le barche.
Il noto architetto svizzero Mario Botta alcuni anni fa progettò il nuovo porto: potrebbe ospitare un'utenza di circa 650 posti barca e riuscirebbe ottimale per il rilancio dell'economia turistica e della pesca. Ma le amministrazioni comunali succedutesi negli ultimi anni non sono riuscite ad avviare neanche il processo di completamento del porto.    
 
Cefalù, illogicamente e a differenza di altri comuni siciliani, non toccati come la cittadina normanna da esigenze turistiche, pare non essere comunque destinata a ricevere i necessari fondi europei per quell'opera di integrazione che come minimo avrebbe evitato l'attuale disastro, e se non i vecchi scongiurerebbe i venturi.

 

 Foto di Salvatore Brocato