PALERMO: PADRE E FIGLIO RAPINANO TABACCAIO ARRESTATI DAI CARABINIERI

E’ incessante l’azione di contrasto dei Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, diretti dal Generale Teo LUZI, nei confronti di pluripregiudicati palermitani, autori di rapine in danno di tabaccherie ed esercizi commerciali in città.

Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Palermo San Lorenzo, hanno identificato e tratto in arresto due pluri-pregiudicati riconosciuti quali autori di una rapina con aggressione nei confronti del titolare di una tabaccheria.

     
E’ successo a Palermo, dove i Carabinieri della Stazione Uditore hanno arrestato: ROBERTI Arcangelo (a sinistra), nato a palermo classe 1974, pluripregiudicato e ROBERTI Tommaso (a destra), nato a palermo classe 1993, pregiudicato, padre e figlio, residenti in via Oreto, ritenuti responsabili della rapina ai danni di un commerciante, gestore della rivendita di tabacchi in via Cappuccini.

I due al termine di prolungato servizio di osservazione e pedinamento, anche sulla base delle dichiarazioni rese dalla vittima, sono stati bloccati ed individuati quali responsabili della rapina avvenuta nella tarda serata di ieri in via Eduardo Narzisi, nel corso della quale armati di pistola, si facevano consegnare l’incasso giornaliero pari ad euro 1.000.

Nell’occorso, la vittima, nell’opporre una resistenza aveva riportato lievi contusioni giudicate guaribili in gg. 8 dai sanitari del locale ospedale “Villa Sofia”.

Gli arrestati su disposizione della competente Autorità Giudiziaria sono stati tradotti presso la locale casa circondariale “Ucciardone”, dove dopo la convalida degli arresti, è stata confermata la detenzione in carcere.

Dall’attività investigativa svolta dai militari dell’Arma è emerso che: la vittima, mentre si apprestava a rincasare a piedi di sera presso la sua abitazione, veniva affrontato da tre soggetti che lo avevano seguito nell’ultimo tratto di strada, di cui uno armato di pistola e tutti parzialmente travisati con casco e scalda collo, lo bloccavano non consentendogli di accedere al portone d’ingresso.

Uno dei rapinatori, quello armato di pistola, minaccandolo con l’arma, gli intimava di consegnare i soldi e la tracolla che portava addosso. La vittima nonostante il pericolo accennava a una moderata resistenza al fine di evitare che si appropriassero della tracolla atteso che all’interno della stessa era custodita la somma di circa 1000 euro in contanti, provento parziale della giornata lavorativa.

A questo punto, due dei tre rapinatori, percuotevano ripetutamente la vittima con calci e pugni scaraventandolo a terra, mentre un terzo rapinatore intervenuto nell’assalto, gli strappava la tracolla e si allontanavano tutti e tre a piedi in direzione d via Camillo Camilliani.

I tre malviventi che nel frattempo salivano a bordo di due motoveicoli parcheggiati poco distante, e scappando per le vie limitrofe, verosimilmente a causa di una improvvisa avaria o per una accidentale caduta, abbandonavano uno dei mezzi in strada dandosi alle fuga facendo perdere le proprie tracce.

La vittima, ripresosi dallo shock e avendo assistito in lontananza alla scena, si portava sul punto dove era stato abbandonato il motoveicolo, ovvero nei pressi di via Uditore, recuperato, si recava presso la Caserma Carabinieri al fine di sporgere la denuncia.

I Carabinieri della Stazione Uditore, immediatamente, prestavano assistenza alla vittima e contestualmente, iniziavano le ricerche degli autori del reato partendo proprio dal motoveicolo abbandonato che non era oggetto di furto e che era risultato intestato a ROBERTI Tommaso.

Da una verifica alla Banca Dati delle Forze di Polizia, emergeva che quest’ultimo era gravato da precedenti specifici per rapina. Nell’occorso si appurava, che suo padre ROBERTI Arcangelo, era anch’esso gravato da diversi precedenti penali nonché da precedenti specifici.

Venivano pertanto mostrate alla vittima, le foto segnaletiche di diversi pregiudicati rapinatori palermitani, in base alle caratteristiche fornite dalla stessa, che senza ombra di dubbio affermava dl riconoscere uno dei suoi aggressori corrispondente a ROBERTI Arcangelo.

Si informava pertanto il magistrato di turno dei fatti accaduti sopra descritti. Contestualmente Personale della stazione Uditore unitamente ai colleghi della Compagnia Palermo San Lorenzo, eseguivano una perquisizione domiciliare a casa della famiglia ROBERTI in via Oreto, finalizzata alla ricerca di tracce pertinenti il reato.

In tale circostanza la moglie nonché madre dei ROBERTI, riferiva agli operanti che aveva sporto denuncia di furto del motoveicolo, asserendo che era stato asportato sotto casa sua e nella circostanza aveva anche dimenticato le chiavi inserite nei quadro.

Alla luce di quanto sopra e atteso che a carico dei due congiunti, sussistevano gravi indizi di reità, gli investigatori conducevano in Caserma ROBERTI Tommaso e ROBERTI Arcangelo presso gli Uffici.

Dalla ricognizione delle due persone fermate, la vittima riconosceva senza ombra di dubbio gli stessi in due dei tre che lo avevano rapinato e malmenato. In particolare, ROBERTI Tommaso era il giovane rapinatore con corporatura esili, che lo aveva percosso più degli altri, mentre indicava il ROBERTI Arcangelo in colui che era armato di pistola e che lo aveva anche percosso.

Sono in corso indagini al fine di identificare il terzo complice della rapina, e non si escludono ulteriori sviluppi.